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giovedì 18 luglio 2013

Vorrei ... /2

 



Signora: "Vorrei del pecorino da mangiare".

E su suggerimento della signora parte il grande concorso: "trova un uso alternativo per la tua fetta di formaggio"!!!!!!!!

Fermaporte? Portapenne? Fermacarte?

Chi offre di più?!?!?!?

mercoledì 10 luglio 2013

La milanesona

La cliente milanesona e' indescrivibile.
Non capisco in realtà se mi sta simpatica fino in fondo ... Ma... Tant'è ....

Entra dicendo con il vocione e il tipico accento "vocale spalancata":
"mi da tre quattro pesche? SONO BUONEEEEEEE????? No, perché sa, mio marito e' un uomo, ma è peggio di una donna, eh!!".

A parte che, come ha già spiegato mio marito in un precedente post, chi chiede "sono buone" va dritto all'inferno, comunque adesso qualcuno mi spieghi cosa diamine mi significa "e' un uomo, ma è peggio di una donna".

Certo implicitamente sottintende che c'è, all'interno di una più ampia questione di genere, un meglio e un peggio.
E già questo mi irrita e lo trovo troglodita, ma lascio correre.
Per di più credo che la signora volesse dire che, all'interno di una serie di stereotipi ritriti, alle donne (come identità di genere che peraltro non esiste) tocca pure fare la figura delle pignole un po' scassacabasisi (sto leggendo parecchio Montalbano ultimamente).

Signora!
La prego!
Si contenga!

sabato 6 luglio 2013

Poverino (ommioddio)

Entra la moglie del meccanico Sergio, detta da noi "la giganta" per via della sua altezza e del suo portamento elefantesco.

"Ehhhhh, devo fare la spesa per il marocchino. Mi ha detto di prendergli il pane.... Che pane prende di solito?"
"Intendi l'egiziano?"
"E si, egiziano marocchino, fa lo stesso ... Non può più uscire di casa, poverino!"
"Oh mamma, cosa gli è successo?"
"Eeeeehhh, e' agli arresti domiciliari."
"Cos'ha fatto?"
"Ha picchiato la moglie, poi lei dopo voleva ritirarli la denuncia, ma non era in tempo, quindi...."


Poverino? POVERINO??? POVERINOOOOOOO???????????????

domenica 30 giugno 2013

Ambrogio

Baffo e capello bianco impomatato, afferra due o tre cose, sempre le stesse, con la mano ad artiglio e le mette sul banco.
" Lo fa apposta, eh, di mettere l'etichetta del prezzo sopra il nome del sugo, così non si capisce! Eh?!!  Guarda un po' che roba ... " borbotta con un ghigno storto sul grugno.
"Ehhhhh, - rispondo io, con un sarcasmo che si scontra sulla sua ottusità coltivata con pervicacia - sa com'è ... Qua ci si diverte come si può!".

(Il vasetto di sugo in questione ha un etichetta che misura cm 7x24 e l'etichetta adesiva con cui segno il prezzo misura cm 1x2, ndr)

sabato 29 giugno 2013

La Panettiera legge forte forte



Secondo l'Istat, nel 2012, il 46% degli italiani sopra i 6 anni legge almeno 1 libro all'anno.
Chi ne legge 12 o più all'anno viene definito lettore " forte" (ahah) ed è ben il 14,5% di quel 46%.

A parte che mi viene da piangere, ma, con il mio libro alla settimana (va be', facciamo 40 l'anno), di quale infinitesima percentuale farò mai parte????

Comunque.
Ricordo con un sorriso di sbieco che, quando stavamo per aprire il negozio, sognavo di farne una specie di centro culturale. Bookcrossing, the/caffè letterari, cineforum e lunghe chiacchierate con i clienti interessati.
Ovviamente non mi aspettavo un gran numero di appassionati, ma, come ben sapete, la storia di questi tre anni e' stata molto diversa.
Innanzitutto l'impatto con i proprietari del negozio e' stato sconvolgente e devastante.
Coloro che avrebbero dovuto introdurci al mestiere (come ci avevano assicurato in sede di trattativa) e al luogo, ci hanno fatto attraversare una specie di percorso a ostacoli fatto di critiche feroci e negatività che ci ha immobilizzato per almeno un anno.
Dopodiché, visto il lavoro abbastanza massacrante e il progetto della nostra casa e terreno che abbiamo voluto portare avanti, non ho più avuto le forze neanche di pensare qualche iniziativa ...

Peccato. Sono convinta che qualche interessato ci sarebbe stato, nonostante le percentuali ridicole dell'Istat.

Però questa settimana e' ricominciato il Bibliobus, oasi di pace, serenità, e cultura in questa valle di lacrime.
Ferma proprio davanti al negozio.
Io e due o tre altri lettori "forti" lo frequentiamo con costanza.

Fra le novità non poteva mancare ZeroZeroZero e me lo sono accaparrata subito per leggerlo per primo nella lista estiva.

No. Non è un libro sulla macinatura delle farine.
No. Non ci sono le ricette delle torte della nonna.
No. Non parla di compiti di matematica andati male.

È una "radiografia di Satana". Lucida, spietata, precisa e puntigliosa.
Parla del mondo che gira intorno alla cocaina. Cioè di TUTTO il mondo. Il mondo che conosciamo tutti e che vediamo attraverso altre lenti.
Io scrivo di farfalle e fagiolini che crescono e qui, in valle, pare che tanti, tantissimi facciano uso della bianca sostanza.
I giovani perlopiu', ma anche i meno giovani.

Non distante dal negozio vive uno dei pusher.
L'ho scoperto perché ad un certo punto era agli arresti domiciliari e allora tutti i clienti ne parlavano. Altrimenti per una come me e' difficile venire a sapere certe cose.
Io e le mie stupide farfalle e i miei stupidi fagiolini.
Pensare che, quando abbiamo preso in gestione la panetteria, insisteva perché aprissimo il forno il venerdì e il sabato notte per, diceva lui, vendere pizza, focaccia e brioche a quelli che tornavano dalla discoteca.
Un bel giro d'affari, diceva.

Per un certo verso mi spiace incappare in questi libri.
Poi la realtà mi si illumina in modo irreparabile.
Invece io preferisco le farfalle e i fagiolini.
Non per nascondermi, ma perchè la mia realtà si nutre di poesia e le stupide farfalle e gli stupidi fagiolini voglio che siano la mia vera droga.


mercoledì 22 maggio 2013

Amo il mio cane/2


Il suo gioco preferito, compagno di mille avventure, steso ad asciugare in attesa di essere nuovamente morso, sbatacchiato ferocemente, seppellito a ventimila leghe sotto i mari.

Unico difetto: non è rimbalzino.

Quello che rimbalza piace molto a noi cani.

Amo il mio cane Momo

Non avevo mai avuto un cane fin d'ora.
Una gran rompiballe, ma ne sono perdutamente innamorata.
Cosa posso farci se è così irresistibile?






venerdì 17 maggio 2013

Ginetto

Ginetto.
Classe 1922.
Partigiano.

Baffo traditore, testa tonda e voce roca da gran fumatore, gira per la valle talvolta con un Audi SuperMegaDeluxe (non me ne intendo di auto...) talvolta con un'Ape bianca della serie "mi capotto se mi guardi storto".

Ogni 4/5 mesi entra in negozio, chiede stentoreo "come vanno gli affari" (che non è mai una domanda, come la pronuncia lui), compra un pezzo di focaccia e 1 etto (giuro) di toma locale per un totale di massimo euro 2,20 e se ne va dicendo "eh, bisogna sostenerli questi giovani, altrimenti se ne vanno!".

Infila la porta e lo rivediamo fra 5 mesi.

Come prima cosa ho saputo (sono stata avvertita) che è cleptomane: rubacchia qui e la' cose di poco conto in esposizione sui banchi.
Vabbe', le cicche e gli ovetti kinder posso anche votarli alla causa ...

Ma come seconda ieri mi è stato detto che spende all'incirca 300 euro al giorno alle "macchinette", come si usa dire qui, cioè tra videopoker e gratta e vinci vari.
Ora, tralasciando i giudizi morali, la rabbia e la tristezza che mi genera questa ennesima scoperta di ultra sessantenne che si rovina l'esistenza in questo modo, mi getto a capofitto in una ricerca googleiana su inchieste legate al mondo del gioco d'azzardo.

Purtroppo non trovo molto... La cosa mi infastidisce non poco. Più che altro si parla in termini medici del disturbo psicologico legato alla dipendenza dal gioco d'azzardo, ma, invece, io speravo di trovare qualcosa che facesse capire a chi giova realmente tutto questo flusso di denaro.
Tanto tantissimo troppo denaro estorto a poveracci colmi di solitudine e risentimento depresso che alimentano la propria serotonina inserendo monetine in stupide "macchinette".

Continuo la ricerca.
Ma Saviano, Libera e giù di li' non avranno scritto qualcosa in merito al rapporto tra gioco d'azzardo e mafie?

Adesso però sono io che avrei bisogno di aumentare i miei livelli di serotonina.



Vorrei...

 




Nella cesta dei pomodori ne sono rimasti tre.

"Vorrei dei pomodori.... Ci sono solo questi?"

"Nonno', ne ho degli altri, glieli vado a prendere."

Corri di la' e ricorri di qua con la cassetta piena.

"Quanti ne vuole?"

"Un paio."

MA PERCHÉ DIAMINE MI HAI FATTO CORRERE DI LA' A PRENDERE LA CASSETTA?????   EHEHEEEEEHHH????!!!!????

venerdì 26 aprile 2013

Chettelodicoaffa'

Ovvero: l'opzione "ascoltami quando ti parlo" e' sempre facoltativa, ma a tutto c'è un limite...

Il pane:
- "  Vorrei del pane morbido. Il più morbido che ha. Che duri un paio di giorni".
- " Allora le consiglio i formati grandi: il pugliese, la treccia, che durano anche 3/4 giorni, oppure le spaccatelle che sono piccole ma rimangono morbide anche domani".
- " Benissimo. Grazie. Un filone e due bananine".

I formaggi:
- " Vorrei del pecorino non troppo piccante".
- " Abbiamo tre tipi di pecorino non molto stagionato: un toscano piuttosto fresco, ma saporito, un sardo di A e un sardo di B".
- "Benissimo. Grazie. Due etti di gorgonzola dolce".

I salami:
- " So che qui la specialità e' il salame... Qual'e' il migliore che avete?"
- " E' A. È un salame a pasta grossa, non troppo grasso, con un buon aroma speziato e blablabla ... blablabla .... blablabla ... blablabla ...
- "Prendo il salame B".

MA CHI SONO IO: BABBO NATALE?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!



domenica 26 agosto 2012

Follie d'agosto/7

 



La signora Braccobaldo prende una scatola di pelati dallo scaffale, poi la mette giù, ne prende un'altra poi la mette giù, un'altra ancora, poi la mette giù.
"MA LEI TIENE SOLO PELATI AL PEPERONCINO?????";
"guardi, signora, che sono normalissimi pelati".
Mi avvicino, seguendo il mio personale principio che sono sempre la prima a sbagliarmi in una discussione,  e leggo gli ingredienti: pomodori e conservanti. 
Poi mi accorgo che la pubblicità di un concorso in cui si vince un'automobile sulla scatola copre parzialmente un pomodoro perino in modo che, ad avere parecchia fantasia, potrebbe sembrare un peperoncino.
E infatti la signora Braccobaldo esclama piccata: "ma no, guardi la foto: si vede chiaramente che SONO AL PEPERONCINO!!!".

Alzo impercettibilmente il sopracciglio e, non sapendo più a che santo votarmi, mi appello al mantra del negoziante straziato: "altroooooo?!?!".




Follie d'agosto/6

 



Sulle scale del negozio è impossibile non notare una signora con la faccia da Braccobaldo, il fisico da Moby Dick e gli occhiali alla Jacqueline Kennedy, che urla: "...E MI RACCOMADO FAI GIUDIZIO, EH, FAI GIU-DI-ZI-O, NON FARMELO RIPETERE DUE VOLTE, POI FACCIAMO I CONTI".

Butto l'occhio oltre la vetrina e mi rendo conto che sta parlando al cagnolino in macchina, impietrito e impossibilitato dalla natura a capire la ragione di quelle urla.

Follie d'agosto/5

Ogni anno, nel periodo estivo, si ripresenta la temibile coppia di amiche ottuagenarie (alle volte sono le stesse persone, spesso la composizione della coppia cambia col tempo) che fanno le vacanze insieme.

Mi immagino che il sodalizio abbia luogo più o meno in questo modo: "dai, Pina, siamo tutte e due sole; i figli fanno le vacanze per conto loro con le loro famiglie; perchè non andiamo un po' in campagna insieme?".
Magari una delle due non è molto convinta (di solito è quella più "sottomessa"), ma il figlio argomenta: "ma dai, mamma, se sei in compagnia ti diverti di più ... e poi io mi sento più tranquillo!".
A quest'ultima frase la mamma non sa resistere e, tendenzialmente, capitola.

Si instaura quindi fra le due un temporaneo (e meno male!!!) rapporto sadomaso che dura per tutto il periodo della vacanza (generalmente il classico mese) e culmina in una bella litigata nel momento in cui "la sottomessa" non ne può più e manda a ca**re la compagna d'avventura.

Nel negozio questa difficile dinamica si esplica così:

dominatrice (fa sempre la spesa per prima scavalcando tutti quelli che incontra sulla sua strada senza pietà): "allora, ti muovi?, è il tuo turno!", (anche se spesso non è vero);

sottomessa (riflettendo, con fatica, per far uscire un bel congiuntivo): "Mi DIIIIIIIIIIII .... .... .... un pezzo di focaccia!";

[d'improvviso, un boato]
dominatrice: "L'HAI GIààà PRESA LA FOCACCCCIIIAAAA!!!";

sottomessa (un po' turbata e un po' assordata): "...ehm, ... già... ma allora cosa devo prendere?";

dominatrice (seccamente): "cosa ne so io di quello che mangi tu!";

....e così via....


Intanto io, tra me e me, prego di arrivare a una certa età senza amiche con cui andare in vacanza.







venerdì 24 agosto 2012

Follie d'agosto/3

ATTO PRIMO
Entra in negozio un giovinastro del luogo: "mi dareste la sponsorizzazione per i coscritti di Parapiglia (luogo inventato da me ovviamente)?"

Io: "ehm..., devo chiedere a mio marito ... puoi ripassare in un altro momento?"

ATTO SECONDO
Premesso che "devo chiedere a mio marito/devo chiedere a mia moglie" sono frasi fatte che io e mio marito, appunto, abbiamo concordato per prendere tempo in momenti di difficoltà - con fornitori molesti per esempio, o con clienti inopportuni; il dialogo seguente si svolge così:

moglie    "ma .... cosa diavolo saranno i coscritti?!?"
marito     "forse una specie di ritrovo di partigiani?"
moglie   "in negozio a battere cassa però è venuto un giovinastro... avrà avuto si e no 18 anni"
marito      "tu comunque non sganciare neanche 1 euro, mi raccomando"

ATTO TERZO
Giovinastro: "avete deciso se sponsorizzare i coscritti di Parapiglia oppure no?".

Io: "scusa la domanda, ma cosa sono i coscritti?".

Giovinastro (con la parlata alla "Scialla", ovviamente): "eh, cioè, una festa dove si festeggiano, cioè, no, bellalì, tutti quelli che compiono diciottanni, però che se anche hai un'altra età puoi partecipare, cioè, no...".

Io: "vanno bene 50 euro?".

Morale: in realtà questo stesso dialogo è avvenuto 3 estati fa, quando avevamo appena aperto il negozio, iniziato un lavoro di cui non sapevamo un accidente, in un posto a noi sconosciuto, in mezzo a mille difficoltà, con i proprietari che ci insultavano tutti i giorni (dichiarando invece che ci stavano aiutando) e i clienti che venivano a trovarci per vedere se eravamo omini verdi con le antenne o proprio degli stupidi cittadini che avevano fatto la più grande ca**ata della loro vita.
Io poi continuo a commuovermi per i giovinastri che compiono 18 anni in questo posto, poveretti, e continuo a sganciare gli euri ancora adesso (decisamente contro il parere del marì)


venerdì 10 agosto 2012

Follie di ferragosto/1

E' quasi ferragosto.
Il periodo in cui lavoriamo come matti.
Anche i frequentatori del negozio diventano più bizzarri del solito. Se ancora e' possibile...

Stamattina la signora Alma aspetta davanti alla porta del negozio dalle 8 meno cinque che io apra .

Fa la sua spesa e poi mi chiede:
- "questi che biscotti sono?"
- " sono bocconcini dolci con dentro i semi", faccio io;
- " eeehhhh????!!!"
- " se-mi", scandisco io, pensando che non abbia sentito.

Invece ripete (giuro):
-"SEMI? Cosa sono i SEMI?
- "quelle cose piccole piccole da cui crescono le piante", rispondo io con un sarcasmo esasperato e anche un po' bastardo.

La signora non fa un plissé, riflette un istante e poi esclama trasognata:
- "ma pensa!"

sabato 28 luglio 2012

Poesia svedese

Il tempo qui e' davvero bislacco questa estate.
Improvvise tempeste di vento, nuvole scure che lasciano cadere qualche goccia e poi spariscono, giornate fredde e calde alternate senza senso.

In compenso gli abituali paesaggi, già notevoli di loro, si trasformano in autentiche poesie.
Spesso ci manca la macchina fotografica per immortalare, ma qualche volta abbiamo fortuna e riusciamo a fermare l'attimo.

 L'altro giorno nel cielo di queste valli si e' fatto vedere un magnifico arcobaleno "a tutto tondo".
Siamo riusciti a fotografarlo, ma preferisco rimandarvi qui per una descrizione poetica dell'avvenimento.

Lo so, e' svedese, ma con il traduttore di google si può ovviare al fatto di non saperlo proprio parlare correntemente.
E poi si tratta della mia poetica amica svedese che abita da queste parti e cura le api che vivono sul nostro terreno.
Scusate se è poco!   ;-)

giovedì 19 luglio 2012

Mi brucia un po' lo stomaco

C'è qualcuno (come forse ho già scritto, ma ora non ricordo) che dice che il bello di questo posto è il posto.
In effetti, ci sono persone che fanno letteralmente uscire dai gangheri.
Con buona pace dei gangheri che non so cosa siano.

Però ci sono anche persone a loro modo straordinarie.
Alle quali mi piacerebbe assomigliare.
Se non altro per la scorza immortale che le riveste.

Entra il Mario, quello che abita sopra il Poggio, cioè sulla collinetta che sovrasta il negozio; quello che ha il nipote, mi pare, agli arresti domiciliari per spaccio (che qui è uno sport comune tra i giovinastri).
E' un uomo con un vocione, sempre allegro, impossibile da datare (sui settantacinque?).

E mi dice: "Sa, a volte, la distrazione. Oggi ero al mulino che facevo l'erba (una frazione del paese a tagliare il fieno, n.d.r.) e mi è venuta una gran sete.
Sotto l'albero avevo messo due belle bottiglie di ferrarelle.
Una con l'acqua e l'altra con la miscela per la tagliaerba.
Solo alla terza sorsata mi sono accorto che stavo bevendo benzina....
E mia moglie mi dice: ma non vai al pronto soccorso?
Ma a me brucia solo un po' lo stomaco.
Peccato che non riesco a mandare giù il vino!!!".

Come diceva mia nonna: "quello che non ammazza ingrassa".

mercoledì 11 aprile 2012

Beautiful country/1

Ho sempre avuto una certa avversione per il pettegolezzo.
O meglio: non sono capace. Anche spettegolare pare sia un'arte e io non ci sono portata. Ricordare nomi, avvenimenti, chi sta con chi e perchè ... che difficile!!!

Diciamo che in questa parte del mondo le cose si semplificano parecchio perchè le persone sono poche ed è più facile ricordarsi di loro.
E poi gli avvenimenti non mancano.

Chiaramente anche stare dietro il banco di un negozio aiuta.

Per fortuna capita raramente, ma ci sono giorni in cui la proprietaria, se è in vena, si appoggia alla cassa e comincia a raccontare.
Ha uno stile impeccabile che è composto da una dose abbondante di disinvoltura e una capacità di far finta di "buttare lì" le notizie assolutamente invidiabile.

Non arrossisce, non balbetta, non si inceppa. Tutte cose che farei io.

Per esempio:
"... e quindi pare che l'ex moglie di Francesco, Francesca, sia stata lasciata dal tizio per il quale aveva lasciato Francesco. Lui aveva anche 2 figli dal precedente matrimonio (con la Silvia della posta, che adesso convive con il maresciallo dei carabinieri di qui), poi ha fatto una bambina con Francesca, e adesso pare che abbia messo incinta una ragazzina poco più che maggiorenne di non si sa dove.
Io lo dicevo a Francesca: "non vendere l'appartamento che hai in città" e invece ho saputo che ha detto: "quella lì si faccia un po' i c**** suoi" e poi l'ha venduto.
Adesso lui gli ha portato via tutti i soldi e lei sta soffrendo anche per questo. Ha perso 15 chili in due mesi. E il figlio che ha fatto con Francesco, Pietro, sta molto con lei perchè ha paura che faccia qualche pazzia."

E questo è un riassunto.
I discorsi, di norma, durano dei buoni quarti d'ora nei quali si sprecano i miei: "ah, beh...", "mavà?", "eh, già".

Quando poi, i soggetti si presentano in negozio (tranne Francesca, ci passano proprio tutti!) devo resistere alla tentazione di nascondermi sotto il bancone.

Oppure dovrò abituarmi al fatto che sapere i fatti altrui in questo posto non è motivo di vergogna!

domenica 5 febbraio 2012

La stria



Prima della sua apparizione in forma umana davanti alla vetrina del negozio, si odono nel silenzio della strada gli "stok-stok-stok" del bastone sul cemento.
E', il bastone, un lungo ramo di nocciolo lucidato dall'uso e alto quasi quanto lei.

Era la "gattara" del paese.
Adesso di gatti non ne ha più neanche uno e con loro se n'è andata anche il po' della sua lucidità.

Ogni tanto vedo in negozio sua nuora che "arriva da fuori".
Soprattutto d'estate, ma neanche poi tanto spesso anche nella bella stagione.
L'accudisce, le lava i capelli, le porta ciabatte nuove. Tutte cose che durano massimo una settimana. Poi si ritorna alla normalità: ciabatta sfondata e afrore corporeo misto legna di camino coperto da una vezzosa spruzzatina di Air Wick.

"Dumàn l'è avert?" ("Domani c'è aperto?")
"Sì, Rita, oggi è mercoledì"
"Cinque micchini e un etto di prosciutto (sottinteso cotto)"


"Dumàn l'è avert?" ("Domani c'è aperto?")
"No, Rita, oggi è domenica, domani è giorno di chiusura"
"Allora ... cinque micchini e un etto di prosciutto!!!"

 Ogni giorno uguale al precedente.

Siccome abita abbastanza vicino, ogni tanto la si sente invocare il marito morto da tempo oppure recitare il rosario a voce altissima.
Una voce querula in modo indescrivibile se non che ricorda molto molto da vicino quella che mi immaginavo da piccola potesse avere la strega che offre a Biancaneve la mela avvelenata.

Infatti, sin dal primo giorno, mi aspetto da un momento all'altro che mi dica, per esempio, di "andare a cercare una pentola di coccio sotto il biancospino".

E spero che succeda davvero una volta o l'altra.
Soltanto per rendere un pochino più magica questa malinconica realtà ...