Sono sempre più allibita dall'ignoranza crassa che percepisco da dietro il banco riguardo alle "origini" di alcuni alimenti.
Si dice tanto che i bambini non sanno che il latte viene fatto dalle mucche, ma in certi casi gli adulti sono molto peggio!
Faccio un esempio.
L'altro giorno, per l'ennesima volta, l'ennesima cliente mi confonde la marca del riso con la sua varietà.
Mio marito dice che sono troppo paziente e spiego tutto, dovrei essere più tranchante con chi dimostra di non voler sapere....
"Vorrei del riso";
"Carnaroli, arborio, baldo, basmati o parboiled ?";
"Non ha lo Scotti da mezzo chilo?";
"Mah...guardi... L'unico a marca Scotti da mezzo chilo e' il basmati, ma è un riso un po' particolare";
"Ah, sissi... Uh, beh, e' Scotti? Allora va sicuramente benissimo!".
Per chi vuole saperne di più su tutte le incredibili varietà di questo preziosissimo alimento (che sfama quotidianamente più di due miliardi di persone nel mondo), consiglio "tutto il riso del mondo" un bel librino con storia e ricette sul riso coltivato nel mondo.
Buon appetito!
Visualizzazione post con etichetta dialoghi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta dialoghi. Mostra tutti i post
mercoledì 31 luglio 2013
giovedì 18 luglio 2013
Vorrei ... /2
Signora: "Vorrei del pecorino da mangiare".
E su suggerimento della signora parte il grande concorso: "trova un uso alternativo per la tua fetta di formaggio"!!!!!!!!
Fermaporte? Portapenne? Fermacarte?
Chi offre di più?!?!?!?
mercoledì 10 luglio 2013
La milanesona
La cliente milanesona e' indescrivibile.
Non capisco in realtà se mi sta simpatica fino in fondo ... Ma... Tant'è ....
Entra dicendo con il vocione e il tipico accento "vocale spalancata":
"mi da tre quattro pesche? SONO BUONEEEEEEE????? No, perché sa, mio marito e' un uomo, ma è peggio di una donna, eh!!".
A parte che, come ha già spiegato mio marito in un precedente post, chi chiede "sono buone" va dritto all'inferno, comunque adesso qualcuno mi spieghi cosa diamine mi significa "e' un uomo, ma è peggio di una donna".
Certo implicitamente sottintende che c'è, all'interno di una più ampia questione di genere, un meglio e un peggio.
E già questo mi irrita e lo trovo troglodita, ma lascio correre.
Per di più credo che la signora volesse dire che, all'interno di una serie di stereotipi ritriti, alle donne (come identità di genere che peraltro non esiste) tocca pure fare la figura delle pignole un po' scassacabasisi (sto leggendo parecchio Montalbano ultimamente).
Signora!
La prego!
Si contenga!
Non capisco in realtà se mi sta simpatica fino in fondo ... Ma... Tant'è ....
Entra dicendo con il vocione e il tipico accento "vocale spalancata":
"mi da tre quattro pesche? SONO BUONEEEEEEE????? No, perché sa, mio marito e' un uomo, ma è peggio di una donna, eh!!".
A parte che, come ha già spiegato mio marito in un precedente post, chi chiede "sono buone" va dritto all'inferno, comunque adesso qualcuno mi spieghi cosa diamine mi significa "e' un uomo, ma è peggio di una donna".
Certo implicitamente sottintende che c'è, all'interno di una più ampia questione di genere, un meglio e un peggio.
E già questo mi irrita e lo trovo troglodita, ma lascio correre.
Per di più credo che la signora volesse dire che, all'interno di una serie di stereotipi ritriti, alle donne (come identità di genere che peraltro non esiste) tocca pure fare la figura delle pignole un po' scassacabasisi (sto leggendo parecchio Montalbano ultimamente).
Signora!
La prego!
Si contenga!
sabato 6 luglio 2013
Poverino (ommioddio)
Entra la moglie del meccanico Sergio, detta da noi "la giganta" per via della sua altezza e del suo portamento elefantesco.
"Ehhhhh, devo fare la spesa per il marocchino. Mi ha detto di prendergli il pane.... Che pane prende di solito?"
"Intendi l'egiziano?"
"E si, egiziano marocchino, fa lo stesso ... Non può più uscire di casa, poverino!"
"Oh mamma, cosa gli è successo?"
"Eeeeehhh, e' agli arresti domiciliari."
"Cos'ha fatto?"
"Ha picchiato la moglie, poi lei dopo voleva ritirarli la denuncia, ma non era in tempo, quindi...."
Poverino? POVERINO??? POVERINOOOOOOO???????????????
"Ehhhhh, devo fare la spesa per il marocchino. Mi ha detto di prendergli il pane.... Che pane prende di solito?"
"Intendi l'egiziano?"
"E si, egiziano marocchino, fa lo stesso ... Non può più uscire di casa, poverino!"
"Oh mamma, cosa gli è successo?"
"Eeeeehhh, e' agli arresti domiciliari."
"Cos'ha fatto?"
"Ha picchiato la moglie, poi lei dopo voleva ritirarli la denuncia, ma non era in tempo, quindi...."
Poverino? POVERINO??? POVERINOOOOOOO???????????????
domenica 30 giugno 2013
Ambrogio
Baffo e capello bianco impomatato, afferra due o tre cose, sempre le stesse, con la mano ad artiglio e le mette sul banco.
" Lo fa apposta, eh, di mettere l'etichetta del prezzo sopra il nome del sugo, così non si capisce! Eh?!! Guarda un po' che roba ... " borbotta con un ghigno storto sul grugno.
"Ehhhhh, - rispondo io, con un sarcasmo che si scontra sulla sua ottusità coltivata con pervicacia - sa com'è ... Qua ci si diverte come si può!".
(Il vasetto di sugo in questione ha un etichetta che misura cm 7x24 e l'etichetta adesiva con cui segno il prezzo misura cm 1x2, ndr)
" Lo fa apposta, eh, di mettere l'etichetta del prezzo sopra il nome del sugo, così non si capisce! Eh?!! Guarda un po' che roba ... " borbotta con un ghigno storto sul grugno.
"Ehhhhh, - rispondo io, con un sarcasmo che si scontra sulla sua ottusità coltivata con pervicacia - sa com'è ... Qua ci si diverte come si può!".
(Il vasetto di sugo in questione ha un etichetta che misura cm 7x24 e l'etichetta adesiva con cui segno il prezzo misura cm 1x2, ndr)
venerdì 17 maggio 2013
Vorrei...
Nella cesta dei pomodori ne sono rimasti tre.
"Vorrei dei pomodori.... Ci sono solo questi?"
"Nonno', ne ho degli altri, glieli vado a prendere."
Corri di la' e ricorri di qua con la cassetta piena.
"Quanti ne vuole?"
"Un paio."
MA PERCHÉ DIAMINE MI HAI FATTO CORRERE DI LA' A PRENDERE LA CASSETTA????? EHEHEEEEEHHH????!!!!????
venerdì 26 aprile 2013
Chettelodicoaffa'
Ovvero: l'opzione "ascoltami quando ti parlo" e' sempre facoltativa, ma a tutto c'è un limite...
Il pane:
- " Vorrei del pane morbido. Il più morbido che ha. Che duri un paio di giorni".
- " Allora le consiglio i formati grandi: il pugliese, la treccia, che durano anche 3/4 giorni, oppure le spaccatelle che sono piccole ma rimangono morbide anche domani".
- " Benissimo. Grazie. Un filone e due bananine".
I formaggi:
- " Vorrei del pecorino non troppo piccante".
- " Abbiamo tre tipi di pecorino non molto stagionato: un toscano piuttosto fresco, ma saporito, un sardo di A e un sardo di B".
- "Benissimo. Grazie. Due etti di gorgonzola dolce".
I salami:
- " So che qui la specialità e' il salame... Qual'e' il migliore che avete?"
- " E' A. È un salame a pasta grossa, non troppo grasso, con un buon aroma speziato e blablabla ... blablabla .... blablabla ... blablabla ...
- "Prendo il salame B".
MA CHI SONO IO: BABBO NATALE?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!
Il pane:
- " Vorrei del pane morbido. Il più morbido che ha. Che duri un paio di giorni".
- " Allora le consiglio i formati grandi: il pugliese, la treccia, che durano anche 3/4 giorni, oppure le spaccatelle che sono piccole ma rimangono morbide anche domani".
- " Benissimo. Grazie. Un filone e due bananine".
I formaggi:
- " Vorrei del pecorino non troppo piccante".
- " Abbiamo tre tipi di pecorino non molto stagionato: un toscano piuttosto fresco, ma saporito, un sardo di A e un sardo di B".
- "Benissimo. Grazie. Due etti di gorgonzola dolce".
I salami:
- " So che qui la specialità e' il salame... Qual'e' il migliore che avete?"
- " E' A. È un salame a pasta grossa, non troppo grasso, con un buon aroma speziato e blablabla ... blablabla .... blablabla ... blablabla ...
- "Prendo il salame B".
MA CHI SONO IO: BABBO NATALE?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!
"Vorrei del pane cotto"
Già.
O_0
E invece noi diamo solo l'impasto che uno poi si cuoce nel forno di casa sua...
O_0
E invece noi diamo solo l'impasto che uno poi si cuoce nel forno di casa sua...
mercoledì 14 novembre 2012
Quando fa buio
Ieri sera, verso le 17, sono andata dalla mia vicina di casa.
Una signora deliziosa. La prima persona conosciuta appena arrivati qui.
Mentre sudavamo sette camicie nel costruire la nostra casa, ci offriva bibite fresche e parole di conforto.
Ora è decisamente un punto di riferimento.
Se si candidasse sindaco non esiteremmo a votare per lei.
Anche lei viene dalla grande città. Si è trasferita qui più di 20 anni fa con il marito.
E' il mio riferimento anche per i lavori a maglia, all'uncinetto e il ricamo, di cui è super esperta.
Ieri mi ha regalato dei bottoni con i quali posso completare il gilet a maglia che sto finendo per mio marito (prossima pubblicazione di foto per i curiosi).
E le ho restituito delle riviste che mi aveva prestato come riferimento per il berrettino e le scarpine che ho fatto per il nascituro Tommaso (anche qui seguiranno foto).
Oltretutto è molto liberatorio parlare con lei delle incomprensioni numerose e sempre nuove con gli autoctoni. Almeno mi sfogo un po'...
Appena mi ha visto si è preoccupata maternamente:
"sei venuta in macchina?"
"no"
"A PIEDI????" - 5 minuti di sentiero (n.d.r.)
"stai attenta! hai il cellulare? oppure qualcosa che fa rumore? grida se hai bisogno quando ritorni a casa!!! Umberto (il marito), sai che è venuta a piedi da sola???".
In effetti quando fa buio scendono copiosi dai boschi sulle colline per cercare cibo, sono sempre un bel po' tutti insieme e imbattersi in loro non è piacevole..., ma io, intrepida, sfido la notte con la mia pila frontale in testa (anche se qualche corsettina, a volte, la faccio anch'io).
INDOVINATE CHI SONO????
domenica 26 agosto 2012
Follie d'agosto/7
La signora Braccobaldo prende una scatola di pelati dallo scaffale, poi la mette giù, ne prende un'altra poi la mette giù, un'altra ancora, poi la mette giù.
"MA LEI TIENE SOLO PELATI AL PEPERONCINO?????";
"guardi, signora, che sono normalissimi pelati".
Mi avvicino, seguendo il mio personale principio che sono sempre la prima a sbagliarmi in una discussione, e leggo gli ingredienti: pomodori e conservanti.
Poi mi accorgo che la pubblicità di un concorso in cui si vince un'automobile sulla scatola copre parzialmente un pomodoro perino in modo che, ad avere parecchia fantasia, potrebbe sembrare un peperoncino.
E infatti la signora Braccobaldo esclama piccata: "ma no, guardi la foto: si vede chiaramente che SONO AL PEPERONCINO!!!".
Alzo impercettibilmente il sopracciglio e, non sapendo più a che santo votarmi, mi appello al mantra del negoziante straziato: "altroooooo?!?!".
Follie d'agosto/5
Ogni anno, nel periodo estivo, si ripresenta la temibile coppia di amiche ottuagenarie (alle volte sono le stesse persone, spesso la composizione della coppia cambia col tempo) che fanno le vacanze insieme.
Mi immagino che il sodalizio abbia luogo più o meno in questo modo: "dai, Pina, siamo tutte e due sole; i figli fanno le vacanze per conto loro con le loro famiglie; perchè non andiamo un po' in campagna insieme?".
Magari una delle due non è molto convinta (di solito è quella più "sottomessa"), ma il figlio argomenta: "ma dai, mamma, se sei in compagnia ti diverti di più ... e poi io mi sento più tranquillo!".
A quest'ultima frase la mamma non sa resistere e, tendenzialmente, capitola.
Si instaura quindi fra le due un temporaneo (e meno male!!!) rapporto sadomaso che dura per tutto il periodo della vacanza (generalmente il classico mese) e culmina in una bella litigata nel momento in cui "la sottomessa" non ne può più e manda a ca**re la compagna d'avventura.
Nel negozio questa difficile dinamica si esplica così:
dominatrice (fa sempre la spesa per prima scavalcando tutti quelli che incontra sulla sua strada senza pietà): "allora, ti muovi?, è il tuo turno!", (anche se spesso non è vero);
sottomessa (riflettendo, con fatica, per far uscire un bel congiuntivo): "Mi DIIIIIIIIIIII .... .... .... un pezzo di focaccia!";
[d'improvviso, un boato]
dominatrice: "L'HAI GIààà PRESA LA FOCACCCCIIIAAAA!!!";
sottomessa (un po' turbata e un po' assordata): "...ehm, ... già... ma allora cosa devo prendere?";
dominatrice (seccamente): "cosa ne so io di quello che mangi tu!";
....e così via....
Intanto io, tra me e me, prego di arrivare a una certa età senza amiche con cui andare in vacanza.
Mi immagino che il sodalizio abbia luogo più o meno in questo modo: "dai, Pina, siamo tutte e due sole; i figli fanno le vacanze per conto loro con le loro famiglie; perchè non andiamo un po' in campagna insieme?".
Magari una delle due non è molto convinta (di solito è quella più "sottomessa"), ma il figlio argomenta: "ma dai, mamma, se sei in compagnia ti diverti di più ... e poi io mi sento più tranquillo!".
A quest'ultima frase la mamma non sa resistere e, tendenzialmente, capitola.
Si instaura quindi fra le due un temporaneo (e meno male!!!) rapporto sadomaso che dura per tutto il periodo della vacanza (generalmente il classico mese) e culmina in una bella litigata nel momento in cui "la sottomessa" non ne può più e manda a ca**re la compagna d'avventura.
Nel negozio questa difficile dinamica si esplica così:
dominatrice (fa sempre la spesa per prima scavalcando tutti quelli che incontra sulla sua strada senza pietà): "allora, ti muovi?, è il tuo turno!", (anche se spesso non è vero);
sottomessa (riflettendo, con fatica, per far uscire un bel congiuntivo): "Mi DIIIIIIIIIIII .... .... .... un pezzo di focaccia!";
[d'improvviso, un boato]
dominatrice: "L'HAI GIààà PRESA LA FOCACCCCIIIAAAA!!!";
sottomessa (un po' turbata e un po' assordata): "...ehm, ... già... ma allora cosa devo prendere?";
dominatrice (seccamente): "cosa ne so io di quello che mangi tu!";
....e così via....
Intanto io, tra me e me, prego di arrivare a una certa età senza amiche con cui andare in vacanza.
venerdì 24 agosto 2012
Follie d'agosto/4
Un signore, vedendo scritto in pennarello "VECCHIO" su uno scatolone di biscotti confezionati, chiede:
"ma questi sono tutti scaduti?".
[lo ammetto; la gag possono capirla davvero solo parenti e amici ...]
"ma questi sono tutti scaduti?".
[lo ammetto; la gag possono capirla davvero solo parenti e amici ...]
venerdì 10 agosto 2012
Follie di ferragosto/2
"Le torte salate sono cose più da cittadini. Noi quei pasticci li' non li mangiamo."
Follie di ferragosto/1
E' quasi ferragosto.
Il periodo in cui lavoriamo come matti.
Anche i frequentatori del negozio diventano più bizzarri del solito. Se ancora e' possibile...
Stamattina la signora Alma aspetta davanti alla porta del negozio dalle 8 meno cinque che io apra .
Fa la sua spesa e poi mi chiede:
- "questi che biscotti sono?"
- " sono bocconcini dolci con dentro i semi", faccio io;
- " eeehhhh????!!!"
- " se-mi", scandisco io, pensando che non abbia sentito.
Invece ripete (giuro):
-"SEMI? Cosa sono i SEMI?
- "quelle cose piccole piccole da cui crescono le piante", rispondo io con un sarcasmo esasperato e anche un po' bastardo.
La signora non fa un plissé, riflette un istante e poi esclama trasognata:
- "ma pensa!"
Il periodo in cui lavoriamo come matti.
Anche i frequentatori del negozio diventano più bizzarri del solito. Se ancora e' possibile...
Stamattina la signora Alma aspetta davanti alla porta del negozio dalle 8 meno cinque che io apra .
Fa la sua spesa e poi mi chiede:
- "questi che biscotti sono?"
- " sono bocconcini dolci con dentro i semi", faccio io;
- " eeehhhh????!!!"
- " se-mi", scandisco io, pensando che non abbia sentito.
Invece ripete (giuro):
-"SEMI? Cosa sono i SEMI?
- "quelle cose piccole piccole da cui crescono le piante", rispondo io con un sarcasmo esasperato e anche un po' bastardo.
La signora non fa un plissé, riflette un istante e poi esclama trasognata:
- "ma pensa!"
giovedì 19 luglio 2012
Mi brucia un po' lo stomaco
C'è qualcuno (come forse ho già scritto, ma ora non ricordo) che dice che il bello di questo posto è il posto.
In effetti, ci sono persone che fanno letteralmente uscire dai gangheri.
Con buona pace dei gangheri che non so cosa siano.
Però ci sono anche persone a loro modo straordinarie.
Alle quali mi piacerebbe assomigliare.
Se non altro per la scorza immortale che le riveste.
Entra il Mario, quello che abita sopra il Poggio, cioè sulla collinetta che sovrasta il negozio; quello che ha il nipote, mi pare, agli arresti domiciliari per spaccio (che qui è uno sport comune tra i giovinastri).
E' un uomo con un vocione, sempre allegro, impossibile da datare (sui settantacinque?).
E mi dice: "Sa, a volte, la distrazione. Oggi ero al mulino che facevo l'erba (una frazione del paese a tagliare il fieno, n.d.r.) e mi è venuta una gran sete.
Sotto l'albero avevo messo due belle bottiglie di ferrarelle.
Una con l'acqua e l'altra con la miscela per la tagliaerba.
Solo alla terza sorsata mi sono accorto che stavo bevendo benzina....
E mia moglie mi dice: ma non vai al pronto soccorso?
Ma a me brucia solo un po' lo stomaco.
Peccato che non riesco a mandare giù il vino!!!".
Come diceva mia nonna: "quello che non ammazza ingrassa".
In effetti, ci sono persone che fanno letteralmente uscire dai gangheri.
Con buona pace dei gangheri che non so cosa siano.
Però ci sono anche persone a loro modo straordinarie.
Alle quali mi piacerebbe assomigliare.
Se non altro per la scorza immortale che le riveste.
Entra il Mario, quello che abita sopra il Poggio, cioè sulla collinetta che sovrasta il negozio; quello che ha il nipote, mi pare, agli arresti domiciliari per spaccio (che qui è uno sport comune tra i giovinastri).
E' un uomo con un vocione, sempre allegro, impossibile da datare (sui settantacinque?).
E mi dice: "Sa, a volte, la distrazione. Oggi ero al mulino che facevo l'erba (una frazione del paese a tagliare il fieno, n.d.r.) e mi è venuta una gran sete.
Sotto l'albero avevo messo due belle bottiglie di ferrarelle.
Una con l'acqua e l'altra con la miscela per la tagliaerba.
Solo alla terza sorsata mi sono accorto che stavo bevendo benzina....
E mia moglie mi dice: ma non vai al pronto soccorso?
Ma a me brucia solo un po' lo stomaco.
Peccato che non riesco a mandare giù il vino!!!".
Come diceva mia nonna: "quello che non ammazza ingrassa".
mercoledì 11 aprile 2012
Beautiful country/1
Ho sempre avuto una certa avversione per il pettegolezzo.
O meglio: non sono capace. Anche spettegolare pare sia un'arte e io non ci sono portata. Ricordare nomi, avvenimenti, chi sta con chi e perchè ... che difficile!!!
Diciamo che in questa parte del mondo le cose si semplificano parecchio perchè le persone sono poche ed è più facile ricordarsi di loro.
E poi gli avvenimenti non mancano.
Chiaramente anche stare dietro il banco di un negozio aiuta.
Per fortuna capita raramente, ma ci sono giorni in cui la proprietaria, se è in vena, si appoggia alla cassa e comincia a raccontare.
Ha uno stile impeccabile che è composto da una dose abbondante di disinvoltura e una capacità di far finta di "buttare lì" le notizie assolutamente invidiabile.
Non arrossisce, non balbetta, non si inceppa. Tutte cose che farei io.
Per esempio:
"... e quindi pare che l'ex moglie di Francesco, Francesca, sia stata lasciata dal tizio per il quale aveva lasciato Francesco. Lui aveva anche 2 figli dal precedente matrimonio (con la Silvia della posta, che adesso convive con il maresciallo dei carabinieri di qui), poi ha fatto una bambina con Francesca, e adesso pare che abbia messo incinta una ragazzina poco più che maggiorenne di non si sa dove.
Io lo dicevo a Francesca: "non vendere l'appartamento che hai in città" e invece ho saputo che ha detto: "quella lì si faccia un po' i c**** suoi" e poi l'ha venduto.
Adesso lui gli ha portato via tutti i soldi e lei sta soffrendo anche per questo. Ha perso 15 chili in due mesi. E il figlio che ha fatto con Francesco, Pietro, sta molto con lei perchè ha paura che faccia qualche pazzia."
E questo è un riassunto.
I discorsi, di norma, durano dei buoni quarti d'ora nei quali si sprecano i miei: "ah, beh...", "mavà?", "eh, già".
Quando poi, i soggetti si presentano in negozio (tranne Francesca, ci passano proprio tutti!) devo resistere alla tentazione di nascondermi sotto il bancone.
Oppure dovrò abituarmi al fatto che sapere i fatti altrui in questo posto non è motivo di vergogna!
O meglio: non sono capace. Anche spettegolare pare sia un'arte e io non ci sono portata. Ricordare nomi, avvenimenti, chi sta con chi e perchè ... che difficile!!!
Diciamo che in questa parte del mondo le cose si semplificano parecchio perchè le persone sono poche ed è più facile ricordarsi di loro.
E poi gli avvenimenti non mancano.
Chiaramente anche stare dietro il banco di un negozio aiuta.
Per fortuna capita raramente, ma ci sono giorni in cui la proprietaria, se è in vena, si appoggia alla cassa e comincia a raccontare.
Ha uno stile impeccabile che è composto da una dose abbondante di disinvoltura e una capacità di far finta di "buttare lì" le notizie assolutamente invidiabile.
Non arrossisce, non balbetta, non si inceppa. Tutte cose che farei io.
Per esempio:
"... e quindi pare che l'ex moglie di Francesco, Francesca, sia stata lasciata dal tizio per il quale aveva lasciato Francesco. Lui aveva anche 2 figli dal precedente matrimonio (con la Silvia della posta, che adesso convive con il maresciallo dei carabinieri di qui), poi ha fatto una bambina con Francesca, e adesso pare che abbia messo incinta una ragazzina poco più che maggiorenne di non si sa dove.
Io lo dicevo a Francesca: "non vendere l'appartamento che hai in città" e invece ho saputo che ha detto: "quella lì si faccia un po' i c**** suoi" e poi l'ha venduto.
Adesso lui gli ha portato via tutti i soldi e lei sta soffrendo anche per questo. Ha perso 15 chili in due mesi. E il figlio che ha fatto con Francesco, Pietro, sta molto con lei perchè ha paura che faccia qualche pazzia."
E questo è un riassunto.
I discorsi, di norma, durano dei buoni quarti d'ora nei quali si sprecano i miei: "ah, beh...", "mavà?", "eh, già".
Quando poi, i soggetti si presentano in negozio (tranne Francesca, ci passano proprio tutti!) devo resistere alla tentazione di nascondermi sotto il bancone.
Oppure dovrò abituarmi al fatto che sapere i fatti altrui in questo posto non è motivo di vergogna!
domenica 5 febbraio 2012
La stria
Prima della sua apparizione in forma umana davanti alla vetrina del negozio, si odono nel silenzio della strada gli "stok-stok-stok" del bastone sul cemento.
E', il bastone, un lungo ramo di nocciolo lucidato dall'uso e alto quasi quanto lei.
Era la "gattara" del paese.
Adesso di gatti non ne ha più neanche uno e con loro se n'è andata anche il po' della sua lucidità.
Ogni tanto vedo in negozio sua nuora che "arriva da fuori".
Soprattutto d'estate, ma neanche poi tanto spesso anche nella bella stagione.
L'accudisce, le lava i capelli, le porta ciabatte nuove. Tutte cose che durano massimo una settimana. Poi si ritorna alla normalità: ciabatta sfondata e afrore corporeo misto legna di camino coperto da una vezzosa spruzzatina di Air Wick.
"Dumàn l'è avert?" ("Domani c'è aperto?")
"Sì, Rita, oggi è mercoledì"
"Cinque micchini e un etto di prosciutto (sottinteso cotto)"
"Dumàn l'è avert?" ("Domani c'è aperto?")
"No, Rita, oggi è domenica, domani è giorno di chiusura"
"Allora ... cinque micchini e un etto di prosciutto!!!"
Ogni giorno uguale al precedente.
Siccome abita abbastanza vicino, ogni tanto la si sente invocare il marito morto da tempo oppure recitare il rosario a voce altissima.
Una voce querula in modo indescrivibile se non che ricorda molto molto da vicino quella che mi immaginavo da piccola potesse avere la strega che offre a Biancaneve la mela avvelenata.
Infatti, sin dal primo giorno, mi aspetto da un momento all'altro che mi dica, per esempio, di "andare a cercare una pentola di coccio sotto il biancospino".
E spero che succeda davvero una volta o l'altra.
Soltanto per rendere un pochino più magica questa malinconica realtà ...
mercoledì 11 gennaio 2012
Non fa l'inverno questo anno
Un negozio di questo tipo (ma credo, in generale, tutti i negozi) obbliga il negoziante a snervanti esercizi di conversazione.
Fossi cresciuta come si confà a una signorina di buona famiglia, avrei forse imparato l'arte della conversazione.
Altrimenti cosa fai durante i the e le cene di gala?
Invece non l'ho fatto a suo tempo, vuoi per il caratteraccio che tengo, vuoi perchè non era già più l'epoca, e adesso son dolori...
Ovviamente preferisco tacere.
E' più forte di me. Nel silenzio nuoto come un pesce nell'acqua.
Il silenzio mi piace e mi si addice alla perfezione.
Però noto che, alle volte, soprattutto quando la lista della spesa è lunga, il cliente medio mi diventa paonazzo per il disagio.
Arrancano, i poveretti.
Vengono presi da accessi di tosse, pur di sovrastare il silenzioso vuoto che c'è tra me e loro stessi.
Allora, per non scadere in polmoniti fulminanti, presa da compassione, tra una fetta di prosciutto cotto e l'altra, accenno incipit di questo tipo:
"questo anno non vuole proprio fare l'inverno...";
"se va avanti così chissà la prossima primavera cosa ci riserva";
"bello è bello, ma l'altro giorno sullo sterrato ho guardato dietro alla macchina e c'era un polverone... è proprio tutto secco";
"mamma mia che belle giornate che fa questo inverno! si ricorda che gelate c'erano l'anno scorso a quest'epoca?";
"giù in pianura, però, c'è più freddo. Almeno 3 gradi in meno della collina.";
"stiamo risparmiando un sacco di riscaldamento".
Al resto del discorso poi, sollevati, pensano loro.
A me più di così non riesce.
Le variazioni con pioggia, neve, vento o altro le lascio a quando il tempo cambierà.
Fossi cresciuta come si confà a una signorina di buona famiglia, avrei forse imparato l'arte della conversazione.
Altrimenti cosa fai durante i the e le cene di gala?
Invece non l'ho fatto a suo tempo, vuoi per il caratteraccio che tengo, vuoi perchè non era già più l'epoca, e adesso son dolori...
Ovviamente preferisco tacere.
E' più forte di me. Nel silenzio nuoto come un pesce nell'acqua.
Il silenzio mi piace e mi si addice alla perfezione.
Però noto che, alle volte, soprattutto quando la lista della spesa è lunga, il cliente medio mi diventa paonazzo per il disagio.
Arrancano, i poveretti.
Vengono presi da accessi di tosse, pur di sovrastare il silenzioso vuoto che c'è tra me e loro stessi.
Allora, per non scadere in polmoniti fulminanti, presa da compassione, tra una fetta di prosciutto cotto e l'altra, accenno incipit di questo tipo:
"questo anno non vuole proprio fare l'inverno...";
"se va avanti così chissà la prossima primavera cosa ci riserva";
"bello è bello, ma l'altro giorno sullo sterrato ho guardato dietro alla macchina e c'era un polverone... è proprio tutto secco";
"mamma mia che belle giornate che fa questo inverno! si ricorda che gelate c'erano l'anno scorso a quest'epoca?";
"giù in pianura, però, c'è più freddo. Almeno 3 gradi in meno della collina.";
"stiamo risparmiando un sacco di riscaldamento".
Al resto del discorso poi, sollevati, pensano loro.
A me più di così non riesce.
Le variazioni con pioggia, neve, vento o altro le lascio a quando il tempo cambierà.
martedì 20 dicembre 2011
Notizie vaganti
"Ho saputo la ferale notizia", dice a un tratto, tra un prosciutto cotto e uno speck, il Maestrogino.
"Quale notizia", faccio io senza punto di domanda, ma con molta curiosità.
Inciso: il Maestrogino è uno di quei clienti la cui "periodicità" (sempre alle 8.00 della domenica mattina, tutte le domeniche che Dio manda in terra) mi sconcerta e mi intenerisce allo stesso tempo.
Un tempo la "vecchia me" l'avrebbe trovata terrificante e, devo ammettere, che qualche domenica mi infastidisce ancora un pochino.
Però, dal momento che viene a mio vantaggio, non posso lamentarmi più di tanto.
Mi fa anche sorridere questo modo di fare tipico della popolazione locale.
Molti dei miei clienti vengono magari un solo giorno della settimana, ma sempre lo stesso, e fanno una spesa simile tutto l'anno. E' chiaro che sono abituati a fare la spesa altrove, ma vengono da noi una volta alla settimana, perchè questa realtà non muoia.
A suo modo commovente.
Alcuni abitanti, mossi dalla stessa identica testardaggine, ci ignorano completamente e con ostentazione.
Il Maestrogino, che sapevo aver "bocciato" con decisione la precedente gestione, all'inizio mi incuteva un certo timore.
Non è un cliente facile.
E poi ha il cipiglio del maestro vecchio stampo che, avendo fatto quello per tutta la vita, potrebbe metterti una nota in qualsiasi momento.
La ferale notizia, dunque.
"Ci abbandonate", chiede il Maestrogino, senza punto di domanda, ma con una certa apprensione nella voce.
In effetti è già la seconda volta che circola questo gossip.
La prima è stato un quiproquo innescato dal fatto che a settembre avvertivamo già che saremmo "andati via" (per le ferie) la prima settimana di ottobre.
Quell'"andare via" durante la briscola chiamata della sera al bar Miramonti è diventato subito "chiudere bottega".
Adesso, invece, a parte la NON chiusura natalizia, non c'è nessun misunderstanding che tenga.
"Ma dove vuole che andiamo, signor Gino?!?!?!?".
Anzi, di questi tempi, meglio zitti e mosca, e muoversi poco per non farci crollare l'impalcatura sulla testa....
"Quale notizia", faccio io senza punto di domanda, ma con molta curiosità.
Inciso: il Maestrogino è uno di quei clienti la cui "periodicità" (sempre alle 8.00 della domenica mattina, tutte le domeniche che Dio manda in terra) mi sconcerta e mi intenerisce allo stesso tempo.
Un tempo la "vecchia me" l'avrebbe trovata terrificante e, devo ammettere, che qualche domenica mi infastidisce ancora un pochino.
Però, dal momento che viene a mio vantaggio, non posso lamentarmi più di tanto.
Mi fa anche sorridere questo modo di fare tipico della popolazione locale.
Molti dei miei clienti vengono magari un solo giorno della settimana, ma sempre lo stesso, e fanno una spesa simile tutto l'anno. E' chiaro che sono abituati a fare la spesa altrove, ma vengono da noi una volta alla settimana, perchè questa realtà non muoia.
A suo modo commovente.
Alcuni abitanti, mossi dalla stessa identica testardaggine, ci ignorano completamente e con ostentazione.
Il Maestrogino, che sapevo aver "bocciato" con decisione la precedente gestione, all'inizio mi incuteva un certo timore.
Non è un cliente facile.
E poi ha il cipiglio del maestro vecchio stampo che, avendo fatto quello per tutta la vita, potrebbe metterti una nota in qualsiasi momento.
La ferale notizia, dunque.
"Ci abbandonate", chiede il Maestrogino, senza punto di domanda, ma con una certa apprensione nella voce.
In effetti è già la seconda volta che circola questo gossip.
La prima è stato un quiproquo innescato dal fatto che a settembre avvertivamo già che saremmo "andati via" (per le ferie) la prima settimana di ottobre.
Quell'"andare via" durante la briscola chiamata della sera al bar Miramonti è diventato subito "chiudere bottega".
Adesso, invece, a parte la NON chiusura natalizia, non c'è nessun misunderstanding che tenga.
"Ma dove vuole che andiamo, signor Gino?!?!?!?".
Anzi, di questi tempi, meglio zitti e mosca, e muoversi poco per non farci crollare l'impalcatura sulla testa....
domenica 20 novembre 2011
Redistribution or revolution
Il negozio è un luogo che stimola i comizi.
I migliori (che più incontrano il mio gusto) sono quelli del Gianni, detto Valpreda.
In paese, in questi paesi, si sa, ognuno ha un soprannome che lo caratterizza "nell'intimo". Spesso non piace alla persona perchè punge sempre sul vivo (come a Gianni non piace il suo).
Non so esattamente perchè gli abbiano assegnato l'etichetta di anarchico, ma immagino che in qualche modo sia inerente alle sue passioni politiche giovanili.
Oggi, domenica, eravamo solo lui e io in negozio, ma aveva voglia di pontificare ed è stato, come sempre, un piacere ascoltarlo.
Ce l'aveva con l'ulteriore aumento dell'IVA, con chi non vuole una tassa patrimoniale e con chi rivoterebbe il signor B. (in paese devono essere in molti).
Il Gianni mi ha trovato già "carica", perchè avevo appena letto il commento di Saviano alla protesta di Zuccotti Park e, sì, devo ammetterlo, ho versato qualche lacrima, mi sono commossa.
In più ho visto la foto di una "mia" ex Coccinella (ebbene sì, in gioventù, guidavo piccoli Boy Scout), che ora abita a New York, che con la sua bambina di pochi mesi si trovava là, insieme a Saviano.
Da qui sembra tutto davvero davvero molto lontano. Mi spiace soprattutto non poter essere nel vivo delle rivoluzioni che sono in corso. Però "esserci" equivale anche a un impegno quotidiano che non è riportabile o quantificabile dai media.
"Esserci" è la nostra piccola filosofia di vita (sobrietà, riuso, curiosità, critica costruttiva, manualità,...ecc. ecc.) che impegna giorno dopo giorno.
Iscriviti a:
Post (Atom)

