Visualizzazione post con etichetta dipendenza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta dipendenza. Mostra tutti i post

sabato 3 agosto 2013

"Che mi importa del mondo, se tu sei qui con meeeeee"


Ultimamente a "techetechete'", bellissimo programma estivo su Rai 1, vedo spesso la Rita Pavone degli anni 60.
Bellissima.
Fossi nata un po' prima, sarei stata sicuramente una sua fan.

Vabbe'.

Per dire che ultimamente la Panettiera ha un po' di pensierini.....
Forse cambierò blog...

Però ho scovato un nuovo esercizio ossessivo - compulsivo che mi da un po' di sollievo: raccolgo semi di tagete e calendula.

Il tagete da più soddisfazione. I suoi semi sono come minuscoli piumini con la punta nera che bisogna estrarre dalla corolla dei fiori ormai secchi con un gesto gentile, ma deciso.
In una seduta di terapia dei semi ne raccolgo manciate e manciate.
Quando si dice che la natura da mille volte quello che riceve!

La calendula e' più ostinata: ha semi a forma di virgola legnosa e molto piccoli.

Così mi fermo per interi quarti d'ora accovacciata sui vasi dei miei fiori a gioire di tutto questo ben di Dio.  Mio marito obietterebbe che "non si mangia" e quindi non vale la pena, ma io sogno chilometri di bordure aranciogialline che spunteranno accanto al mio immenso orto sinergico la prossima primavera.

Cosa si può volere di più?
Forse una casa in balle di paglia vicino alle bordure e all'immenso orto?

Mah! Ai posteri....


sabato 29 giugno 2013

La Panettiera legge forte forte



Secondo l'Istat, nel 2012, il 46% degli italiani sopra i 6 anni legge almeno 1 libro all'anno.
Chi ne legge 12 o più all'anno viene definito lettore " forte" (ahah) ed è ben il 14,5% di quel 46%.

A parte che mi viene da piangere, ma, con il mio libro alla settimana (va be', facciamo 40 l'anno), di quale infinitesima percentuale farò mai parte????

Comunque.
Ricordo con un sorriso di sbieco che, quando stavamo per aprire il negozio, sognavo di farne una specie di centro culturale. Bookcrossing, the/caffè letterari, cineforum e lunghe chiacchierate con i clienti interessati.
Ovviamente non mi aspettavo un gran numero di appassionati, ma, come ben sapete, la storia di questi tre anni e' stata molto diversa.
Innanzitutto l'impatto con i proprietari del negozio e' stato sconvolgente e devastante.
Coloro che avrebbero dovuto introdurci al mestiere (come ci avevano assicurato in sede di trattativa) e al luogo, ci hanno fatto attraversare una specie di percorso a ostacoli fatto di critiche feroci e negatività che ci ha immobilizzato per almeno un anno.
Dopodiché, visto il lavoro abbastanza massacrante e il progetto della nostra casa e terreno che abbiamo voluto portare avanti, non ho più avuto le forze neanche di pensare qualche iniziativa ...

Peccato. Sono convinta che qualche interessato ci sarebbe stato, nonostante le percentuali ridicole dell'Istat.

Però questa settimana e' ricominciato il Bibliobus, oasi di pace, serenità, e cultura in questa valle di lacrime.
Ferma proprio davanti al negozio.
Io e due o tre altri lettori "forti" lo frequentiamo con costanza.

Fra le novità non poteva mancare ZeroZeroZero e me lo sono accaparrata subito per leggerlo per primo nella lista estiva.

No. Non è un libro sulla macinatura delle farine.
No. Non ci sono le ricette delle torte della nonna.
No. Non parla di compiti di matematica andati male.

È una "radiografia di Satana". Lucida, spietata, precisa e puntigliosa.
Parla del mondo che gira intorno alla cocaina. Cioè di TUTTO il mondo. Il mondo che conosciamo tutti e che vediamo attraverso altre lenti.
Io scrivo di farfalle e fagiolini che crescono e qui, in valle, pare che tanti, tantissimi facciano uso della bianca sostanza.
I giovani perlopiu', ma anche i meno giovani.

Non distante dal negozio vive uno dei pusher.
L'ho scoperto perché ad un certo punto era agli arresti domiciliari e allora tutti i clienti ne parlavano. Altrimenti per una come me e' difficile venire a sapere certe cose.
Io e le mie stupide farfalle e i miei stupidi fagiolini.
Pensare che, quando abbiamo preso in gestione la panetteria, insisteva perché aprissimo il forno il venerdì e il sabato notte per, diceva lui, vendere pizza, focaccia e brioche a quelli che tornavano dalla discoteca.
Un bel giro d'affari, diceva.

Per un certo verso mi spiace incappare in questi libri.
Poi la realtà mi si illumina in modo irreparabile.
Invece io preferisco le farfalle e i fagiolini.
Non per nascondermi, ma perchè la mia realtà si nutre di poesia e le stupide farfalle e gli stupidi fagiolini voglio che siano la mia vera droga.


venerdì 17 maggio 2013

Ginetto

Ginetto.
Classe 1922.
Partigiano.

Baffo traditore, testa tonda e voce roca da gran fumatore, gira per la valle talvolta con un Audi SuperMegaDeluxe (non me ne intendo di auto...) talvolta con un'Ape bianca della serie "mi capotto se mi guardi storto".

Ogni 4/5 mesi entra in negozio, chiede stentoreo "come vanno gli affari" (che non è mai una domanda, come la pronuncia lui), compra un pezzo di focaccia e 1 etto (giuro) di toma locale per un totale di massimo euro 2,20 e se ne va dicendo "eh, bisogna sostenerli questi giovani, altrimenti se ne vanno!".

Infila la porta e lo rivediamo fra 5 mesi.

Come prima cosa ho saputo (sono stata avvertita) che è cleptomane: rubacchia qui e la' cose di poco conto in esposizione sui banchi.
Vabbe', le cicche e gli ovetti kinder posso anche votarli alla causa ...

Ma come seconda ieri mi è stato detto che spende all'incirca 300 euro al giorno alle "macchinette", come si usa dire qui, cioè tra videopoker e gratta e vinci vari.
Ora, tralasciando i giudizi morali, la rabbia e la tristezza che mi genera questa ennesima scoperta di ultra sessantenne che si rovina l'esistenza in questo modo, mi getto a capofitto in una ricerca googleiana su inchieste legate al mondo del gioco d'azzardo.

Purtroppo non trovo molto... La cosa mi infastidisce non poco. Più che altro si parla in termini medici del disturbo psicologico legato alla dipendenza dal gioco d'azzardo, ma, invece, io speravo di trovare qualcosa che facesse capire a chi giova realmente tutto questo flusso di denaro.
Tanto tantissimo troppo denaro estorto a poveracci colmi di solitudine e risentimento depresso che alimentano la propria serotonina inserendo monetine in stupide "macchinette".

Continuo la ricerca.
Ma Saviano, Libera e giù di li' non avranno scritto qualcosa in merito al rapporto tra gioco d'azzardo e mafie?

Adesso però sono io che avrei bisogno di aumentare i miei livelli di serotonina.