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sabato 3 agosto 2013

Entomologia / 7


Qui farfalla ci cova ....


[lo so, ho il macro che non mi funziona: 
mette a fuoco solo quello che sta dietro al soggetto ... vabbé]

sabato 28 luglio 2012

Capreolus capreolus


Oggi invece abbiamo assistito a questo.
In pieno campo, sotto il sole e senza ritegno alcuno.
Ma vi pare possibile?

Ogni tanto però sono contenta di vivere direttamente in un documentario naturalistico!!!

Poesia svedese

Il tempo qui e' davvero bislacco questa estate.
Improvvise tempeste di vento, nuvole scure che lasciano cadere qualche goccia e poi spariscono, giornate fredde e calde alternate senza senso.

In compenso gli abituali paesaggi, già notevoli di loro, si trasformano in autentiche poesie.
Spesso ci manca la macchina fotografica per immortalare, ma qualche volta abbiamo fortuna e riusciamo a fermare l'attimo.

 L'altro giorno nel cielo di queste valli si e' fatto vedere un magnifico arcobaleno "a tutto tondo".
Siamo riusciti a fotografarlo, ma preferisco rimandarvi qui per una descrizione poetica dell'avvenimento.

Lo so, e' svedese, ma con il traduttore di google si può ovviare al fatto di non saperlo proprio parlare correntemente.
E poi si tratta della mia poetica amica svedese che abita da queste parti e cura le api che vivono sul nostro terreno.
Scusate se è poco!   ;-)

mercoledì 11 gennaio 2012

In mancanza di meglio, inorridisco

Non sono venuta ad abitare qui in cerca di cibo per la mia mente o per progredire sulla strada dell'approfondimento culturale.
Ma comunque ogni tanto ho dei mancamenti da quel lato lì.

Leggo stamattina sul periodico della valle (testuale, giuro):
"Ma guarda un po', non ci avrei mai creduto, mi tocca ricredermi e dire che forse era meglio Berlusconi. Si perchè dopo tutte le tasse che il Governo Monti ci ha regalato  per questo 2012 credo tutto sommato era meglio andare avanti con il buon Silvio.E poi, vogliamo essere sinceri: con Berlusconi si parlava solo e sempre di donne. Con Monti solo e sempre di soldi che dobbiamo sbrsare allo Stato. E allora era meglio prima. E se fosse vero che la Merkel sia stata il capro espiatorio del tracollo dell'ex presidente del Consiglio? Sarà mica stata gelosa del fatto che non rientrava nell'elenco delle prime donne che affiancavano Silvio? Va bè, chi sopravviverà alle tasse di Monti, lo scoprirà. Buon 2012 ai nostri lettori."

Siamo sinceri, forse ha ragione uno dei nostri amici trasferiti qui dalla nostra stessa città: "il bello di questo posto è il posto".

Anche gli enzimi amano

Sempre amo sforzarmi di ricordare che c'è della poesia in quello che faccio.
C'è davvero.
Molto più che in quello che facevo prima che era un lavoro più concettuale e più ... modern-urbano.

Spero che questo sforzo lo vedano anche i miei clienti. Qualcheduno magari.

In particolare mi piacerebbe che qualcuno la pensasse così come si legge qui.

E comunque sono totalmente d'accordo con il pasticcere: se le pensi in termini fisicosessuali tutte "le cose che si impastano" vengono molto meglio!

domenica 20 novembre 2011

Redistribution or revolution



Il negozio è un luogo che stimola i comizi.
I migliori (che più incontrano il mio gusto) sono quelli del Gianni, detto Valpreda.
In paese, in questi paesi, si sa, ognuno ha un soprannome che lo caratterizza "nell'intimo". Spesso non piace alla persona perchè punge sempre sul vivo (come a Gianni non piace il suo).
Non so esattamente perchè gli abbiano assegnato l'etichetta di anarchico, ma immagino che in qualche modo sia inerente alle sue passioni politiche giovanili.
Oggi, domenica, eravamo solo lui e io in negozio, ma aveva voglia di pontificare ed è stato, come sempre, un piacere ascoltarlo.
Ce l'aveva con l'ulteriore aumento dell'IVA, con chi non vuole una tassa patrimoniale e con chi rivoterebbe il signor B. (in paese devono essere in molti).

Il Gianni mi ha trovato già "carica", perchè avevo appena letto il commento di Saviano alla protesta di Zuccotti Park e, sì, devo ammetterlo, ho versato qualche lacrima, mi sono commossa.
In più ho visto la foto di una "mia" ex Coccinella (ebbene sì, in gioventù, guidavo piccoli Boy Scout), che ora abita a New York, che con la sua bambina di pochi mesi si trovava là, insieme a Saviano.

Da qui sembra tutto davvero davvero molto lontano. Mi spiace soprattutto non poter essere nel vivo delle rivoluzioni che sono in corso. Però "esserci" equivale anche a  un impegno quotidiano che non è riportabile o quantificabile dai media.

"Esserci" è la nostra piccola filosofia di vita (sobrietà, riuso, curiosità, critica costruttiva, manualità,...ecc. ecc.) che impegna giorno dopo giorno.

giovedì 3 novembre 2011

Perchè ce l'hanno tutti con me?

Insieme alle fatiche psicologiche che l'avvicinarsi dell'inverno porta con sè (ebbene sì, sono metereopatica), inevitabilmente sorgono numerose le considerazioni sulla razza umana sviluppate nel mio personale osservatorio dietro il bancone.
In particolare in questi giorni sono stata investita da ondate emozionali, simili nella portata e nelle caratteristiche, che identifico come RISENTIMENTO.
Da qui sembra proprio che il mio piccolo mondo ne sia pieno. Diversi clienti che si affacciano alla nostra porta esprimono le loro opinioni con un astio e una rabbia che ricondurrei a questo particolare sentimento.
Su Wikipedia ho trovato una bellissima definizione/spiegazione della cosa: "il risentimento (o rancore) è un'emozione data da un misto di rabbia e desiderio di rivalsa, protratto nel tempo, che si prova come conseguenza di un torto subito, sia esso reale o immaginario".
E sul perchè questa emozione abbia un peso soprattutto sociale: "il risentimento riguarda simultaneamente le strutture e le relazioni nelle quali le persone sono ingaggiate. Nella società contemporanea l’eguaglianza proclamata sul piano dei valori contrasta con le disuguaglianze sul piano delle differenze di potere e di accesso alle risorse materiali. Questo divario genera una tensione sempre maggiore tra desideri egualitari, tra loro fittamente concorrenziali, e le disuguaglianze sociali strutturali crescenti. Gli attori sociali hanno ampie possibilità di scelta, ma sono tendenzialmente incapaci di promuovere le condizioni di uguaglianza di opportunità che sono necessarie alla loro concreta realizzazione. Un desiderio sempre più ambizioso e mimetico si scontra con una realtà competitiva e selettiva. Una conseguenza, è la diffusione del risentimento nella vita quotidiana".
Bellissimo.

Quando si ha una parola o un concetto chiaro in mente, vagare per il web è davvero un'esperienza emozionante. C'è di tutto e di più in rete.
Alla ricerca della definizione più consona alla mia esperienza di questi giorni sul risentimento ho trovato persino un esercizio per liberarsene (qui).
Provare per credere!!!!

mercoledì 19 ottobre 2011

Odore d'autunno



Finalmente stamattina all'apertura del negozio l'ho sentito.
Generalmente si dice che è in primavera che la natura "esplode" perchè si risveglia: c'è un'esplosione di colori, un'esplosione di profumi e bla bla bla.
Io credo però che il bosco dia davvero il meglio di sè in una brumosa giornata d'autunno.
Questa è una delle cose di cui in città è assolutamente impossibile accorgersi: l'odore del bosco in autunno.
Funghi, muschio, terriccio buono e ...pelo di cinghiale bagnato!
Un mix irresistibile. Se producessero un deodorante con questo profumo lo comprerei in quantità industriali per poterlo usare tutto l'anno.
Purtroppo l'autunno qui è arrivato con gran ritardo. Mentre i turisti "cittadini" gioivano del bel tempo infinito e si sperticavano in complimenti (ma...A CHI???) per il caldo irreale che c'è stato fino all'altro ieri, i coltivatori consumavano il triplo di gasolio per seminare i campi, le castagne che si trovano sono tutte già secche e i funghi non sono quasi neanche nati.
In compenso le zucche sono buonissime, perchè ha piovuto il giusto a luglio e questo ultimo sole le ha fatte ingrandire e colorire al punto giusto.

Almeno quello.

domenica 2 ottobre 2011

La bottegaia con la scopa


"Ha sempre la scopa in mano, eh?!?", mi apostrofa la signora Alma mentre sale le scale puntuale (8.02 non un minuto di più).
E con ciò intende dire: "brava bottegaia, che pulisci le scale, suppongo che tu sia pulita anche dentro (dentro il negozio, dentro la tua casa, ... anche nel pane), brava che lo dimostri facendoti vedere con l'arcaico strumento di pulizia fra le mani".
La signora si dimostra molto soddisfatta di me e io rifletto molto intensamente sull'origine (per me bizzarra) di tanto gaudio.
La scopa, prima che mezzo per nettare, in posti come questi è simbolo, archetipo, raffigurazione dell'io.
Se dovessi scegliere, per pulire a fondo le scale non userei mai la scopa. Magari l'aspirapolvere, lo spazzolone, magari con un bel po' d'acqua calda.
Infatti sono una cittadina.
Da queste parti vedere qualcuno (che poi è sempre una donna) con la scopa in mano è RASSICURANTE, riordina il caos interno provocato da questo fragile mondo dove il giovane se ne va in città e il paese si svuota sempre più, è un baluardo contro l'horror vacui di questa gente.
Non importa se la scopa, invece che pulire solleva polvere (questo ce lo hanno insegnato al corso per "somministrazione alimenti e bevande": produce spore molto dannose, soprattutto se la polvere malauguratamente si attacca ai cibi).
La scopa è lo scettro, il bastone del (poco) comando di una donna che è "regina della casa"  in una cultura profondamente patriarcale. Le streghe ci volavano via su questa scopa (quante donne le invidiavano per questo!).
Per non parlare poi del doppio senso italiano insito nel termine (i primi mesi in cui facevo la bottegaia, per spronarmi a "pulire", la padrona di casa mi chiedeva maliziosa, quando c'era un po' di gente in negozio,: "ma non ti piace proprio scopare?").

Poi ho capito il senso del rito che sta tutto nel farsi VEDERE con la scopa in mano e allora, alla mattina quando apro, vado un po' su e giù per le scale davanti al negozio.

venerdì 16 settembre 2011

Il bello della sintassi

Oggi ho sentito dire:
"Adesso la gente non ce n'è più uno onesto".

A discolpa dell'oratore ammetto che stavo origliando da una finestra aperta e forse mi è sfuggito il contesto del discorso.
Sul contenuto non obbietto.
Soprattutto conoscendo chi parlava.

venerdì 2 settembre 2011

Spirito di osservazione

Lo spirito di osservazione è una qualità molto sviluppata nell'abitante di Macondo.
Tempo fa la mia vicina mi ha redarguito perchè non mi ero accorta che il giorno prima suo marito era stato portato in ospedale. "Ma  come", mi ha detto, "non ti sei accorta che non gira più nell'orto e intorno a casa?!?".
No, a dire il vero, non mi accorgo mai di niente.
Se passo davanti a una finestra quasi non guardo fuori e, lo ammetto, se vedo delle persone al di là del vetro, distolgo lo sguardo.
Purtroppo credo che questa sia una delle eredità del mio essere cresciuta in una grande città, innestata su una pervicace timidezza e su una non comune capacità di farmi i cosi miei.
Però credo che queste caratteristiche non mi porteranno lontano a Macondo.
Invece credo che lo "spirito di osservazione" sia una qualità e come tale vada coltivata.
B.P. ne parlava molto bene sia quando trattava del vivere a contatto con la natura, sia quando si trattava di scovare pericolosi malviventi.
In fondo anche in tivvù tutti i giorni ci insegnano che un capello ritrovato sotto un tappeto può fare miracoli. Ergo: pulire sempre bene sotto i tappeti e affinare i sensi...

PS del "come riportare le notizie" intuite tramite lo spirito di osservazione, parleremo in un altro post.