Sono sempre più allibita dall'ignoranza crassa che percepisco da dietro il banco riguardo alle "origini" di alcuni alimenti.
Si dice tanto che i bambini non sanno che il latte viene fatto dalle mucche, ma in certi casi gli adulti sono molto peggio!
Faccio un esempio.
L'altro giorno, per l'ennesima volta, l'ennesima cliente mi confonde la marca del riso con la sua varietà.
Mio marito dice che sono troppo paziente e spiego tutto, dovrei essere più tranchante con chi dimostra di non voler sapere....
"Vorrei del riso";
"Carnaroli, arborio, baldo, basmati o parboiled ?";
"Non ha lo Scotti da mezzo chilo?";
"Mah...guardi... L'unico a marca Scotti da mezzo chilo e' il basmati, ma è un riso un po' particolare";
"Ah, sissi... Uh, beh, e' Scotti? Allora va sicuramente benissimo!".
Per chi vuole saperne di più su tutte le incredibili varietà di questo preziosissimo alimento (che sfama quotidianamente più di due miliardi di persone nel mondo), consiglio "tutto il riso del mondo" un bel librino con storia e ricette sul riso coltivato nel mondo.
Buon appetito!
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mercoledì 31 luglio 2013
giovedì 18 luglio 2013
Vorrei ... /2
Signora: "Vorrei del pecorino da mangiare".
E su suggerimento della signora parte il grande concorso: "trova un uso alternativo per la tua fetta di formaggio"!!!!!!!!
Fermaporte? Portapenne? Fermacarte?
Chi offre di più?!?!?!?
mercoledì 10 luglio 2013
La milanesona
La cliente milanesona e' indescrivibile.
Non capisco in realtà se mi sta simpatica fino in fondo ... Ma... Tant'è ....
Entra dicendo con il vocione e il tipico accento "vocale spalancata":
"mi da tre quattro pesche? SONO BUONEEEEEEE????? No, perché sa, mio marito e' un uomo, ma è peggio di una donna, eh!!".
A parte che, come ha già spiegato mio marito in un precedente post, chi chiede "sono buone" va dritto all'inferno, comunque adesso qualcuno mi spieghi cosa diamine mi significa "e' un uomo, ma è peggio di una donna".
Certo implicitamente sottintende che c'è, all'interno di una più ampia questione di genere, un meglio e un peggio.
E già questo mi irrita e lo trovo troglodita, ma lascio correre.
Per di più credo che la signora volesse dire che, all'interno di una serie di stereotipi ritriti, alle donne (come identità di genere che peraltro non esiste) tocca pure fare la figura delle pignole un po' scassacabasisi (sto leggendo parecchio Montalbano ultimamente).
Signora!
La prego!
Si contenga!
Non capisco in realtà se mi sta simpatica fino in fondo ... Ma... Tant'è ....
Entra dicendo con il vocione e il tipico accento "vocale spalancata":
"mi da tre quattro pesche? SONO BUONEEEEEEE????? No, perché sa, mio marito e' un uomo, ma è peggio di una donna, eh!!".
A parte che, come ha già spiegato mio marito in un precedente post, chi chiede "sono buone" va dritto all'inferno, comunque adesso qualcuno mi spieghi cosa diamine mi significa "e' un uomo, ma è peggio di una donna".
Certo implicitamente sottintende che c'è, all'interno di una più ampia questione di genere, un meglio e un peggio.
E già questo mi irrita e lo trovo troglodita, ma lascio correre.
Per di più credo che la signora volesse dire che, all'interno di una serie di stereotipi ritriti, alle donne (come identità di genere che peraltro non esiste) tocca pure fare la figura delle pignole un po' scassacabasisi (sto leggendo parecchio Montalbano ultimamente).
Signora!
La prego!
Si contenga!
domenica 30 giugno 2013
Ambrogio
Baffo e capello bianco impomatato, afferra due o tre cose, sempre le stesse, con la mano ad artiglio e le mette sul banco.
" Lo fa apposta, eh, di mettere l'etichetta del prezzo sopra il nome del sugo, così non si capisce! Eh?!! Guarda un po' che roba ... " borbotta con un ghigno storto sul grugno.
"Ehhhhh, - rispondo io, con un sarcasmo che si scontra sulla sua ottusità coltivata con pervicacia - sa com'è ... Qua ci si diverte come si può!".
(Il vasetto di sugo in questione ha un etichetta che misura cm 7x24 e l'etichetta adesiva con cui segno il prezzo misura cm 1x2, ndr)
" Lo fa apposta, eh, di mettere l'etichetta del prezzo sopra il nome del sugo, così non si capisce! Eh?!! Guarda un po' che roba ... " borbotta con un ghigno storto sul grugno.
"Ehhhhh, - rispondo io, con un sarcasmo che si scontra sulla sua ottusità coltivata con pervicacia - sa com'è ... Qua ci si diverte come si può!".
(Il vasetto di sugo in questione ha un etichetta che misura cm 7x24 e l'etichetta adesiva con cui segno il prezzo misura cm 1x2, ndr)
sabato 22 giugno 2013
Dal marito con furore
"Posso scrivere un post anch'io?", chiedeva il tapino con le orecchie basse e lo sguardo canino.
Aveva in mente un "decalogo del negozio di paese".
Oggi l'ha finito.
Direi che è sintomatico della nostra situazione attuale. 1 Il cliente ha sempre.... da rompere. 2 Il negoziante ha una pazienza da... no, di più. 3 Il cliente che chiede: "ma è buono?" va senz'altro all'inferno. 4 Il negoziante che non impreca in cuor suo al cliente difficile deve farsi curare. 5 Il negozio è un posto malvagio, brutto, immorale, negativo, nocivo, da dimenticare, da odiare per il negoziante. 6 Il negozio è un posto in cui pascolare, chiacchierare, incontrare, sparlare... qualche volta per sbaglio comprare quello che serve. 7 Il negozio è il posto in cui correre a prendere quello che ci si è dimenticati al supermercato. Toh, guarda: chiude anche quel negozio. 8 Non c'è scritto: "Rivendita di prosciutto cotto". Prova a mangiare anche qualcos'altro!
9 Regalare alimentari a chi ha un negozio di alimentari è da CENSURA CENSURA CENSURA beep beep beep.
10 Scrivere questo decalogo è segno che bisogna subito cambiare lavoro!
martedì 21 maggio 2013
Pubblicità
Il comune ci chiede una descrizione dell' "azienda" da mettere sul sito per incentivare il turismo... Bah!
Siccome la cosa ci convince e ci interessa, circa due mesi dopo rispondiamo:
"C’era una volta una piccola bottega dove il tempo si è fermato.
In Posteria potrete scoprire pane, focacce, dolci artigianali di produzione propria, oltre a prodotti genuini e locali:, salame Pirulicchio, formaggi e i biscotti del nostro forno.
Troverete anche pasta fatta a mano e alcuni prodotti biologici, oltre a un piccolo assortimento di prodotti per la casa".
Nella compilazione della scheda sono state omesse le seguenti frasi, pur formulate con estrema convinzione:
"saremo molto simpatici e cortesi se voi non sarete stronzi";
"se avete da offrirci un altro lavoro in loco ...";
"siamo poveretti, abbiate pietà di noi";
"l'estetica del luogo è pessima, ma non dipende da noi che pur paghiamo un salato affitto";
"se volete prenderci a schiaffi per quello che pensiamo, ma soprattutto per quello che abbiamo scritto sulle pagine del sito del comune, potete farlo".
Ah, l'anima del commercio!!!
O "all'anima del commercio", se preferite.
venerdì 17 maggio 2013
Vorrei...
Nella cesta dei pomodori ne sono rimasti tre.
"Vorrei dei pomodori.... Ci sono solo questi?"
"Nonno', ne ho degli altri, glieli vado a prendere."
Corri di la' e ricorri di qua con la cassetta piena.
"Quanti ne vuole?"
"Un paio."
MA PERCHÉ DIAMINE MI HAI FATTO CORRERE DI LA' A PRENDERE LA CASSETTA????? EHEHEEEEEHHH????!!!!????
venerdì 26 aprile 2013
"Vorrei del pane cotto"
Già.
O_0
E invece noi diamo solo l'impasto che uno poi si cuoce nel forno di casa sua...
O_0
E invece noi diamo solo l'impasto che uno poi si cuoce nel forno di casa sua...
giovedì 1 novembre 2012
I LOVE Pinterest
Mi spiego: è davvero faticosissimo stare dietro ai clienti, accontentarli e sorvolare su stranezze, scortesie e manie depresso-ossessivo-compulsive, ma, se si tralascia questo aspetto, una volta sistemati gli scaffali, fatte le pulizie, viste le fatture, sentiti i fornitori, fatte le torte e i dolcetti e finito di insacchettare i biscotti, se non entrano clienti, il tempo libero è abbondante.
Il fatto è che, purtroppo, bisogna stare in loco, almeno nei pressi.
Il che limita notevolmente la gamma delle attività che si possono fare.
In pratica ... ci si incolla al web.
Cioè Io mi incollo al web, lo confesso, seguendo e facendo una serie inenarrabile di min***ate.
Mi ha consolato (e spaventato contemporaneamente) un articolo uscito su Internazionale della scorsa settimana: "Internet ci rende pazzi? Tweet, post, chat, email. Tra smartphone e social network, trascorriamo online gran parte della nostra vita. Eppure studi recenti indicano che internet ci fa sentire soli e depressi. E potrebbe essere all’origine di alcuni disturbi psicologici", di Tony Dokoupil, Newsweek, Stati Uniti.
L'articolo spiega come "la rete sta creando un ambiente nuovo, uno stato di natura digitale in cui la mente diventa un pannello di controllo che funziona a un ritmo vorticoso" e come questa cosa crei dipendenza tanto che "il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (Dsm)" che "non ha mai previsto una categoria di
interazioni macchina-uomo (...) nel 2013 comprenderà per la prima volta il disordine da dipendenza da internet, anche se in un’appendice riservata ad argomenti che richiedono ulteriori studi".
Non so se sono già dipendente. Molto probabilmente sì. E se già conoscete un social network di nome Pinterest probabilmente sapete già di che genere di dipendenza maniacale sto parlando!
Pinterest funziona così: ogni utente ha un proprio profilo (tipo Facebook, per intenderci) in cui può inserire e dividere in categorie SOLO immagini (tipo Flickr, per intenderci). Gli utenti fra loro possono "rubarsi" queste immagini tramite il tasto "Pin it!". Come utente registrato puoi vedere le immagini di tutti gli altri utenti senza restrizioni navigando nel network, oppure seguire particolari utenti che ti interessano.
Faccio un esempio: ho bisogno di costruire un cancello nel mio giardino, cerco su Pinterest nella categoria "gardening" (o simili) e raccolgo tutte le immagini che trovo relative ai cancelli fatti a mano in legno come piacciono a me (e magari anche qualche utile spiegazione).
Intanto è trascorsa un'ora!
Per non parlare del "quilting", del "crochet", dello "knitting" e del "cooking".
Il mio profilo è pieno di coperte che non riuscirò mai a fare, cuori all'uncinetto che non imbastirò mai, ricette di cose che non posso mangiare.
Non so cosa ne pensa esattamente il DSM, ma credo che sulla dipendenza ci siamo.
domenica 26 agosto 2012
Follie d'agosto/7
La signora Braccobaldo prende una scatola di pelati dallo scaffale, poi la mette giù, ne prende un'altra poi la mette giù, un'altra ancora, poi la mette giù.
"MA LEI TIENE SOLO PELATI AL PEPERONCINO?????";
"guardi, signora, che sono normalissimi pelati".
Mi avvicino, seguendo il mio personale principio che sono sempre la prima a sbagliarmi in una discussione, e leggo gli ingredienti: pomodori e conservanti.
Poi mi accorgo che la pubblicità di un concorso in cui si vince un'automobile sulla scatola copre parzialmente un pomodoro perino in modo che, ad avere parecchia fantasia, potrebbe sembrare un peperoncino.
E infatti la signora Braccobaldo esclama piccata: "ma no, guardi la foto: si vede chiaramente che SONO AL PEPERONCINO!!!".
Alzo impercettibilmente il sopracciglio e, non sapendo più a che santo votarmi, mi appello al mantra del negoziante straziato: "altroooooo?!?!".
Follie d'agosto/6
Sulle scale del negozio è impossibile non notare una signora con la faccia da Braccobaldo, il fisico da Moby Dick e gli occhiali alla Jacqueline Kennedy, che urla: "...E MI RACCOMADO FAI GIUDIZIO, EH, FAI GIU-DI-ZI-O, NON FARMELO RIPETERE DUE VOLTE, POI FACCIAMO I CONTI".
Butto l'occhio oltre la vetrina e mi rendo conto che sta parlando al cagnolino in macchina, impietrito e impossibilitato dalla natura a capire la ragione di quelle urla.
Follie d'agosto/5
Ogni anno, nel periodo estivo, si ripresenta la temibile coppia di amiche ottuagenarie (alle volte sono le stesse persone, spesso la composizione della coppia cambia col tempo) che fanno le vacanze insieme.
Mi immagino che il sodalizio abbia luogo più o meno in questo modo: "dai, Pina, siamo tutte e due sole; i figli fanno le vacanze per conto loro con le loro famiglie; perchè non andiamo un po' in campagna insieme?".
Magari una delle due non è molto convinta (di solito è quella più "sottomessa"), ma il figlio argomenta: "ma dai, mamma, se sei in compagnia ti diverti di più ... e poi io mi sento più tranquillo!".
A quest'ultima frase la mamma non sa resistere e, tendenzialmente, capitola.
Si instaura quindi fra le due un temporaneo (e meno male!!!) rapporto sadomaso che dura per tutto il periodo della vacanza (generalmente il classico mese) e culmina in una bella litigata nel momento in cui "la sottomessa" non ne può più e manda a ca**re la compagna d'avventura.
Nel negozio questa difficile dinamica si esplica così:
dominatrice (fa sempre la spesa per prima scavalcando tutti quelli che incontra sulla sua strada senza pietà): "allora, ti muovi?, è il tuo turno!", (anche se spesso non è vero);
sottomessa (riflettendo, con fatica, per far uscire un bel congiuntivo): "Mi DIIIIIIIIIIII .... .... .... un pezzo di focaccia!";
[d'improvviso, un boato]
dominatrice: "L'HAI GIààà PRESA LA FOCACCCCIIIAAAA!!!";
sottomessa (un po' turbata e un po' assordata): "...ehm, ... già... ma allora cosa devo prendere?";
dominatrice (seccamente): "cosa ne so io di quello che mangi tu!";
....e così via....
Intanto io, tra me e me, prego di arrivare a una certa età senza amiche con cui andare in vacanza.
Mi immagino che il sodalizio abbia luogo più o meno in questo modo: "dai, Pina, siamo tutte e due sole; i figli fanno le vacanze per conto loro con le loro famiglie; perchè non andiamo un po' in campagna insieme?".
Magari una delle due non è molto convinta (di solito è quella più "sottomessa"), ma il figlio argomenta: "ma dai, mamma, se sei in compagnia ti diverti di più ... e poi io mi sento più tranquillo!".
A quest'ultima frase la mamma non sa resistere e, tendenzialmente, capitola.
Si instaura quindi fra le due un temporaneo (e meno male!!!) rapporto sadomaso che dura per tutto il periodo della vacanza (generalmente il classico mese) e culmina in una bella litigata nel momento in cui "la sottomessa" non ne può più e manda a ca**re la compagna d'avventura.
Nel negozio questa difficile dinamica si esplica così:
dominatrice (fa sempre la spesa per prima scavalcando tutti quelli che incontra sulla sua strada senza pietà): "allora, ti muovi?, è il tuo turno!", (anche se spesso non è vero);
sottomessa (riflettendo, con fatica, per far uscire un bel congiuntivo): "Mi DIIIIIIIIIIII .... .... .... un pezzo di focaccia!";
[d'improvviso, un boato]
dominatrice: "L'HAI GIààà PRESA LA FOCACCCCIIIAAAA!!!";
sottomessa (un po' turbata e un po' assordata): "...ehm, ... già... ma allora cosa devo prendere?";
dominatrice (seccamente): "cosa ne so io di quello che mangi tu!";
....e così via....
Intanto io, tra me e me, prego di arrivare a una certa età senza amiche con cui andare in vacanza.
venerdì 24 agosto 2012
Follie d'agosto/4
Un signore, vedendo scritto in pennarello "VECCHIO" su uno scatolone di biscotti confezionati, chiede:
"ma questi sono tutti scaduti?".
[lo ammetto; la gag possono capirla davvero solo parenti e amici ...]
"ma questi sono tutti scaduti?".
[lo ammetto; la gag possono capirla davvero solo parenti e amici ...]
Follie d'agosto/3
ATTO PRIMO
Entra in negozio un giovinastro del luogo: "mi dareste la sponsorizzazione per i coscritti di Parapiglia (luogo inventato da me ovviamente)?"
Io: "ehm..., devo chiedere a mio marito ... puoi ripassare in un altro momento?"
ATTO SECONDO
Premesso che "devo chiedere a mio marito/devo chiedere a mia moglie" sono frasi fatte che io e mio marito, appunto, abbiamo concordato per prendere tempo in momenti di difficoltà - con fornitori molesti per esempio, o con clienti inopportuni; il dialogo seguente si svolge così:
moglie "ma .... cosa diavolo saranno i coscritti?!?"
marito "forse una specie di ritrovo di partigiani?"
moglie "in negozio a battere cassa però è venuto un giovinastro... avrà avuto si e no 18 anni"
marito "tu comunque non sganciare neanche 1 euro, mi raccomando"
ATTO TERZO
Giovinastro: "avete deciso se sponsorizzare i coscritti di Parapiglia oppure no?".
Io: "scusa la domanda, ma cosa sono i coscritti?".
Giovinastro (con la parlata alla "Scialla", ovviamente): "eh, cioè, una festa dove si festeggiano, cioè, no, bellalì, tutti quelli che compiono diciottanni, però che se anche hai un'altra età puoi partecipare, cioè, no...".
Io: "vanno bene 50 euro?".
Morale: in realtà questo stesso dialogo è avvenuto 3 estati fa, quando avevamo appena aperto il negozio, iniziato un lavoro di cui non sapevamo un accidente, in un posto a noi sconosciuto, in mezzo a mille difficoltà, con i proprietari che ci insultavano tutti i giorni (dichiarando invece che ci stavano aiutando) e i clienti che venivano a trovarci per vedere se eravamo omini verdi con le antenne o proprio degli stupidi cittadini che avevano fatto la più grande ca**ata della loro vita.
Io poi continuo a commuovermi per i giovinastri che compiono 18 anni in questo posto, poveretti, e continuo a sganciare gli euri ancora adesso (decisamente contro il parere del marì)
Entra in negozio un giovinastro del luogo: "mi dareste la sponsorizzazione per i coscritti di Parapiglia (luogo inventato da me ovviamente)?"
Io: "ehm..., devo chiedere a mio marito ... puoi ripassare in un altro momento?"
ATTO SECONDO
Premesso che "devo chiedere a mio marito/devo chiedere a mia moglie" sono frasi fatte che io e mio marito, appunto, abbiamo concordato per prendere tempo in momenti di difficoltà - con fornitori molesti per esempio, o con clienti inopportuni; il dialogo seguente si svolge così:
moglie "ma .... cosa diavolo saranno i coscritti?!?"
marito "forse una specie di ritrovo di partigiani?"
moglie "in negozio a battere cassa però è venuto un giovinastro... avrà avuto si e no 18 anni"
marito "tu comunque non sganciare neanche 1 euro, mi raccomando"
ATTO TERZO
Giovinastro: "avete deciso se sponsorizzare i coscritti di Parapiglia oppure no?".
Io: "scusa la domanda, ma cosa sono i coscritti?".
Giovinastro (con la parlata alla "Scialla", ovviamente): "eh, cioè, una festa dove si festeggiano, cioè, no, bellalì, tutti quelli che compiono diciottanni, però che se anche hai un'altra età puoi partecipare, cioè, no...".
Io: "vanno bene 50 euro?".
Morale: in realtà questo stesso dialogo è avvenuto 3 estati fa, quando avevamo appena aperto il negozio, iniziato un lavoro di cui non sapevamo un accidente, in un posto a noi sconosciuto, in mezzo a mille difficoltà, con i proprietari che ci insultavano tutti i giorni (dichiarando invece che ci stavano aiutando) e i clienti che venivano a trovarci per vedere se eravamo omini verdi con le antenne o proprio degli stupidi cittadini che avevano fatto la più grande ca**ata della loro vita.
Io poi continuo a commuovermi per i giovinastri che compiono 18 anni in questo posto, poveretti, e continuo a sganciare gli euri ancora adesso (decisamente contro il parere del marì)
venerdì 10 agosto 2012
Follie di ferragosto/2
"Le torte salate sono cose più da cittadini. Noi quei pasticci li' non li mangiamo."
Follie di ferragosto/1
E' quasi ferragosto.
Il periodo in cui lavoriamo come matti.
Anche i frequentatori del negozio diventano più bizzarri del solito. Se ancora e' possibile...
Stamattina la signora Alma aspetta davanti alla porta del negozio dalle 8 meno cinque che io apra .
Fa la sua spesa e poi mi chiede:
- "questi che biscotti sono?"
- " sono bocconcini dolci con dentro i semi", faccio io;
- " eeehhhh????!!!"
- " se-mi", scandisco io, pensando che non abbia sentito.
Invece ripete (giuro):
-"SEMI? Cosa sono i SEMI?
- "quelle cose piccole piccole da cui crescono le piante", rispondo io con un sarcasmo esasperato e anche un po' bastardo.
La signora non fa un plissé, riflette un istante e poi esclama trasognata:
- "ma pensa!"
Il periodo in cui lavoriamo come matti.
Anche i frequentatori del negozio diventano più bizzarri del solito. Se ancora e' possibile...
Stamattina la signora Alma aspetta davanti alla porta del negozio dalle 8 meno cinque che io apra .
Fa la sua spesa e poi mi chiede:
- "questi che biscotti sono?"
- " sono bocconcini dolci con dentro i semi", faccio io;
- " eeehhhh????!!!"
- " se-mi", scandisco io, pensando che non abbia sentito.
Invece ripete (giuro):
-"SEMI? Cosa sono i SEMI?
- "quelle cose piccole piccole da cui crescono le piante", rispondo io con un sarcasmo esasperato e anche un po' bastardo.
La signora non fa un plissé, riflette un istante e poi esclama trasognata:
- "ma pensa!"
giovedì 19 luglio 2012
Mi brucia un po' lo stomaco
C'è qualcuno (come forse ho già scritto, ma ora non ricordo) che dice che il bello di questo posto è il posto.
In effetti, ci sono persone che fanno letteralmente uscire dai gangheri.
Con buona pace dei gangheri che non so cosa siano.
Però ci sono anche persone a loro modo straordinarie.
Alle quali mi piacerebbe assomigliare.
Se non altro per la scorza immortale che le riveste.
Entra il Mario, quello che abita sopra il Poggio, cioè sulla collinetta che sovrasta il negozio; quello che ha il nipote, mi pare, agli arresti domiciliari per spaccio (che qui è uno sport comune tra i giovinastri).
E' un uomo con un vocione, sempre allegro, impossibile da datare (sui settantacinque?).
E mi dice: "Sa, a volte, la distrazione. Oggi ero al mulino che facevo l'erba (una frazione del paese a tagliare il fieno, n.d.r.) e mi è venuta una gran sete.
Sotto l'albero avevo messo due belle bottiglie di ferrarelle.
Una con l'acqua e l'altra con la miscela per la tagliaerba.
Solo alla terza sorsata mi sono accorto che stavo bevendo benzina....
E mia moglie mi dice: ma non vai al pronto soccorso?
Ma a me brucia solo un po' lo stomaco.
Peccato che non riesco a mandare giù il vino!!!".
Come diceva mia nonna: "quello che non ammazza ingrassa".
In effetti, ci sono persone che fanno letteralmente uscire dai gangheri.
Con buona pace dei gangheri che non so cosa siano.
Però ci sono anche persone a loro modo straordinarie.
Alle quali mi piacerebbe assomigliare.
Se non altro per la scorza immortale che le riveste.
Entra il Mario, quello che abita sopra il Poggio, cioè sulla collinetta che sovrasta il negozio; quello che ha il nipote, mi pare, agli arresti domiciliari per spaccio (che qui è uno sport comune tra i giovinastri).
E' un uomo con un vocione, sempre allegro, impossibile da datare (sui settantacinque?).
E mi dice: "Sa, a volte, la distrazione. Oggi ero al mulino che facevo l'erba (una frazione del paese a tagliare il fieno, n.d.r.) e mi è venuta una gran sete.
Sotto l'albero avevo messo due belle bottiglie di ferrarelle.
Una con l'acqua e l'altra con la miscela per la tagliaerba.
Solo alla terza sorsata mi sono accorto che stavo bevendo benzina....
E mia moglie mi dice: ma non vai al pronto soccorso?
Ma a me brucia solo un po' lo stomaco.
Peccato che non riesco a mandare giù il vino!!!".
Come diceva mia nonna: "quello che non ammazza ingrassa".
domenica 5 febbraio 2012
La stria
Prima della sua apparizione in forma umana davanti alla vetrina del negozio, si odono nel silenzio della strada gli "stok-stok-stok" del bastone sul cemento.
E', il bastone, un lungo ramo di nocciolo lucidato dall'uso e alto quasi quanto lei.
Era la "gattara" del paese.
Adesso di gatti non ne ha più neanche uno e con loro se n'è andata anche il po' della sua lucidità.
Ogni tanto vedo in negozio sua nuora che "arriva da fuori".
Soprattutto d'estate, ma neanche poi tanto spesso anche nella bella stagione.
L'accudisce, le lava i capelli, le porta ciabatte nuove. Tutte cose che durano massimo una settimana. Poi si ritorna alla normalità: ciabatta sfondata e afrore corporeo misto legna di camino coperto da una vezzosa spruzzatina di Air Wick.
"Dumàn l'è avert?" ("Domani c'è aperto?")
"Sì, Rita, oggi è mercoledì"
"Cinque micchini e un etto di prosciutto (sottinteso cotto)"
"Dumàn l'è avert?" ("Domani c'è aperto?")
"No, Rita, oggi è domenica, domani è giorno di chiusura"
"Allora ... cinque micchini e un etto di prosciutto!!!"
Ogni giorno uguale al precedente.
Siccome abita abbastanza vicino, ogni tanto la si sente invocare il marito morto da tempo oppure recitare il rosario a voce altissima.
Una voce querula in modo indescrivibile se non che ricorda molto molto da vicino quella che mi immaginavo da piccola potesse avere la strega che offre a Biancaneve la mela avvelenata.
Infatti, sin dal primo giorno, mi aspetto da un momento all'altro che mi dica, per esempio, di "andare a cercare una pentola di coccio sotto il biancospino".
E spero che succeda davvero una volta o l'altra.
Soltanto per rendere un pochino più magica questa malinconica realtà ...
domenica 29 gennaio 2012
Nevica!
Ieri sono venuti a trovarci Chiara e Tommaso dalla città perchè ci hanno chiesto di fargli un "corso" su come si fa il pane e la focaccia.
L'idea del corso sulle prime ci ha fatto davvero un po' ridere. Sia perchè facciamo questo lavoro da troppo poco tempo per poter dire di padroneggiare l'"arte bianca", sia perchè sembra proprio che ci sia una mania cittadina che spinge a fare un corso su tutto.
Mania che io ho puntalmente assecondato per anni.
Si vede che il cittadino medio ha bisogno di qualcosa di questo tipo per sfogarsi...
Chiara e Tommaso, però, sono mooolto carini e io la devo piantare di malignare così su questo blog (anche perchè loro lo leggono....).
Comunque ieri è stato davvero bello raccontare tutto quello che abbiamo imparato fin qui, chè non sono poche cose!!! E' stata un'altra bella occasione di vedere che cambiamento abbiamo fatto e quanto ci siamo appassionati a questo lavoro.
ilPanettiere non la smetteva più di aggiungere particolari interessanti sulle farine, i lieviti, gli enzimi ... è stato proprio un piacere ascoltarlo.
Intanto, dopo un'inverno che si credeva primavera, in tempo per i "giorni della merla" è arrivata la neve.
A quintali.
Così possiamo smaltire torte e pasticcini spalando e spalando e spalando e spalando e spalando....
... e via di seguito.
L'idea del corso sulle prime ci ha fatto davvero un po' ridere. Sia perchè facciamo questo lavoro da troppo poco tempo per poter dire di padroneggiare l'"arte bianca", sia perchè sembra proprio che ci sia una mania cittadina che spinge a fare un corso su tutto.
Mania che io ho puntalmente assecondato per anni.
Si vede che il cittadino medio ha bisogno di qualcosa di questo tipo per sfogarsi...
Chiara e Tommaso, però, sono mooolto carini e io la devo piantare di malignare così su questo blog (anche perchè loro lo leggono....).
Comunque ieri è stato davvero bello raccontare tutto quello che abbiamo imparato fin qui, chè non sono poche cose!!! E' stata un'altra bella occasione di vedere che cambiamento abbiamo fatto e quanto ci siamo appassionati a questo lavoro.
ilPanettiere non la smetteva più di aggiungere particolari interessanti sulle farine, i lieviti, gli enzimi ... è stato proprio un piacere ascoltarlo.
Intanto, dopo un'inverno che si credeva primavera, in tempo per i "giorni della merla" è arrivata la neve.
A quintali.
Così possiamo smaltire torte e pasticcini spalando e spalando e spalando e spalando e spalando....
... e via di seguito.
mercoledì 11 gennaio 2012
Non fa l'inverno questo anno
Un negozio di questo tipo (ma credo, in generale, tutti i negozi) obbliga il negoziante a snervanti esercizi di conversazione.
Fossi cresciuta come si confà a una signorina di buona famiglia, avrei forse imparato l'arte della conversazione.
Altrimenti cosa fai durante i the e le cene di gala?
Invece non l'ho fatto a suo tempo, vuoi per il caratteraccio che tengo, vuoi perchè non era già più l'epoca, e adesso son dolori...
Ovviamente preferisco tacere.
E' più forte di me. Nel silenzio nuoto come un pesce nell'acqua.
Il silenzio mi piace e mi si addice alla perfezione.
Però noto che, alle volte, soprattutto quando la lista della spesa è lunga, il cliente medio mi diventa paonazzo per il disagio.
Arrancano, i poveretti.
Vengono presi da accessi di tosse, pur di sovrastare il silenzioso vuoto che c'è tra me e loro stessi.
Allora, per non scadere in polmoniti fulminanti, presa da compassione, tra una fetta di prosciutto cotto e l'altra, accenno incipit di questo tipo:
"questo anno non vuole proprio fare l'inverno...";
"se va avanti così chissà la prossima primavera cosa ci riserva";
"bello è bello, ma l'altro giorno sullo sterrato ho guardato dietro alla macchina e c'era un polverone... è proprio tutto secco";
"mamma mia che belle giornate che fa questo inverno! si ricorda che gelate c'erano l'anno scorso a quest'epoca?";
"giù in pianura, però, c'è più freddo. Almeno 3 gradi in meno della collina.";
"stiamo risparmiando un sacco di riscaldamento".
Al resto del discorso poi, sollevati, pensano loro.
A me più di così non riesce.
Le variazioni con pioggia, neve, vento o altro le lascio a quando il tempo cambierà.
Fossi cresciuta come si confà a una signorina di buona famiglia, avrei forse imparato l'arte della conversazione.
Altrimenti cosa fai durante i the e le cene di gala?
Invece non l'ho fatto a suo tempo, vuoi per il caratteraccio che tengo, vuoi perchè non era già più l'epoca, e adesso son dolori...
Ovviamente preferisco tacere.
E' più forte di me. Nel silenzio nuoto come un pesce nell'acqua.
Il silenzio mi piace e mi si addice alla perfezione.
Però noto che, alle volte, soprattutto quando la lista della spesa è lunga, il cliente medio mi diventa paonazzo per il disagio.
Arrancano, i poveretti.
Vengono presi da accessi di tosse, pur di sovrastare il silenzioso vuoto che c'è tra me e loro stessi.
Allora, per non scadere in polmoniti fulminanti, presa da compassione, tra una fetta di prosciutto cotto e l'altra, accenno incipit di questo tipo:
"questo anno non vuole proprio fare l'inverno...";
"se va avanti così chissà la prossima primavera cosa ci riserva";
"bello è bello, ma l'altro giorno sullo sterrato ho guardato dietro alla macchina e c'era un polverone... è proprio tutto secco";
"mamma mia che belle giornate che fa questo inverno! si ricorda che gelate c'erano l'anno scorso a quest'epoca?";
"giù in pianura, però, c'è più freddo. Almeno 3 gradi in meno della collina.";
"stiamo risparmiando un sacco di riscaldamento".
Al resto del discorso poi, sollevati, pensano loro.
A me più di così non riesce.
Le variazioni con pioggia, neve, vento o altro le lascio a quando il tempo cambierà.
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