Mi rendo conto che sta diventando forse un po' seccante per voi leggere tutti questi post sugli insetti.
Data l'intestazione del blog, poi, risulta quantomeno peregrino che mi occupi di questo piuttosto che di lievito di pasta madre o di ricette di torte.
La spiegazione è semplice: due le cause.
Una, che dopo 20 anni di puro terrore, 10 di discreto schifo e altri 10 di totale indifferenza scopro soltanto ora la bellezza di questi animaletti che ci circondano (per non dire che ci sovrastano).
L'altra è che tra un po', vista la crisi, il debito pubblico e le piaghe d'egitto, probabilmente smetterò di fare la panettiera e dovrò nutrirmi di "bacche e locuste" improvvisando giacili nei boschi.
Mentre un lungo e feroce passato nei boy scout mi fornisce le tecniche di base per la costruzione di un riparo di fortuna, riguardo agli insetti commestibili sono a corto di informazioni.
Di qui il mio interesse nell'entomologia.
Svelato il mistero.
E' sempre una questione di pancia.
Internazionale di questa settimana traduce un articolo di Sarah Maslin Nir del The New York Times che racconta delle cicale "Magicicada", difuse nel nord degli Stati Uniti.
Stanno 17 anni sotto terra poi escono per 15 giorni, si accoppiano e muoiono depositando le uova.
Per 15 giorni invadono le campagne e intere cittadine, ma gli abitanti si rifiutano di ucciderle (ci sono persino feste in loro onore) perchè "hanno aspettato 17 anni, hanno diritto di vivere, si godano la vita per 15 giorni".
Non è strabiliante?
E, a proposito, oggi ho sentito le prime cicale della stagione, finalmente felici di una temperatura come piace a loro.
Visualizzazione post con etichetta emozioni. Mostra tutti i post
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sabato 15 giugno 2013
domenica 2 giugno 2013
giovedì 30 maggio 2013
Entomologia/2
Oggi le prime farfalle!
Evviva!
Stamattina, visto il clima artico che caratterizza questa fine maggio, sono venuta a lavorare con il cappellino di lana, ma oggi pomeriggio, nella passeggiata postprandiale con la Momo, ho visto le prime "Vispe Terese".
Giallette, arancioncine a puntini neri, che sono le più comuni, e alcune color del glicine molto belline.
Dopo accurata ricerca da entomologa professionista, certifico essere le Cupido Argiades.
Da oggi, senza ombra di dubbio, le mie preferite.
mercoledì 22 maggio 2013
Amo il mio cane/2
Il suo gioco preferito, compagno di mille avventure, steso ad asciugare in attesa di essere nuovamente morso, sbatacchiato ferocemente, seppellito a ventimila leghe sotto i mari.
Unico difetto: non è rimbalzino.
Quello che rimbalza piace molto a noi cani.
Amo il mio cane Momo
Non avevo mai avuto un cane fin d'ora.
Una gran rompiballe, ma ne sono perdutamente innamorata.
Cosa posso farci se è così irresistibile?
Una gran rompiballe, ma ne sono perdutamente innamorata.
Cosa posso farci se è così irresistibile?
venerdì 1 marzo 2013
Primavera
Stamattina era ancora tutto gelato, cumuli di neve stazionano ostinati sui prati qui intorno, ma nell'aria c'è già il friccicorino del tempo che cambia.
Sento la muffa accumulata sulle mie ossa smuoversi e spero che si scioglierà nei prossimi giorni.
Gli uccellini per i quali preparo gustose pozioni di semini intinti nella margarina sono più chiacchieroni del solito, ma credo che andranno nutriti ancora per un mesetto.
Stamattina era ancora tutto gelato e ho sbrinato i finestrini della mia macchina con l'infallibile metodo della squadretta equilatera.
Ci vuole tanto olio di gomito e una squadretta di quelle che quando facevo architettura usavo insieme alla riga per tracciare maniacali lineette a china 0.2.
Stamattina era tutto gelato e mentre smadonnavo un po' per via del ghiaccio ripensavo a quanta distanza c'e' tra la me stessa di oggi e quella che usava la squadretta allora.
Quanta infelicità allora e quanta pienezza oggi.
Non ho fatto l'architetto.
Faccio la panettiera e trovo usi alternativi ai vecchi strumenti che mi sono portata dietro in questa nuova vita.
Buona primavera in anticipo a tutti!
Sento la muffa accumulata sulle mie ossa smuoversi e spero che si scioglierà nei prossimi giorni.
Gli uccellini per i quali preparo gustose pozioni di semini intinti nella margarina sono più chiacchieroni del solito, ma credo che andranno nutriti ancora per un mesetto.
Stamattina era ancora tutto gelato e ho sbrinato i finestrini della mia macchina con l'infallibile metodo della squadretta equilatera.
Ci vuole tanto olio di gomito e una squadretta di quelle che quando facevo architettura usavo insieme alla riga per tracciare maniacali lineette a china 0.2.
Stamattina era tutto gelato e mentre smadonnavo un po' per via del ghiaccio ripensavo a quanta distanza c'e' tra la me stessa di oggi e quella che usava la squadretta allora.
Quanta infelicità allora e quanta pienezza oggi.
Non ho fatto l'architetto.
Faccio la panettiera e trovo usi alternativi ai vecchi strumenti che mi sono portata dietro in questa nuova vita.
Buona primavera in anticipo a tutti!
sabato 15 dicembre 2012
Glory glory hallelujah!
Devo ammetterlo, ho ancora, e forse ne avrò per sempre, delle serie difficoltà nella decodificazione dei messaggi, delle usanze e dei codici di comportamento di questo posto, di questa gente.
All'inizio mi dicevo: "sono a un'ora e mezza di strada dalla mia città natale; cosa ci può essere di tanto difficile da capire e per farsi capire qui?".
Invece ho scoperto che basta pochissimo e il misunderstanding è costantemente in agguato.
Probabilmente superare un fiume o alzarsi di quota equivale, dal punto di vista antropologico, a sconfinare in un altro universo.
Ora guardo se possibile con ancora più ammirazione tutti gli stranieri che con incredibili peripezie si stabiliscono in un luogo inevitabilmente ostile.
Stamane ci siamo svegliati (beh, mio marito stanotte alle 3; io un po' più tardi) con la GLORIA, in dialetto (ci abbiamo messo un po' a capirlo), che altro non è che la galaverna, un fenomeno atmosferico che, con un gioco al ribasso delle temperature, fa ghiacciare ogni superficie del paesaggio.
Fili d'erba compresi.
E' bellissimo. Il panorama diventa magico anche se è un tantino difficile spostarsi con qualsiasi mezzo piedi compresi.
Qui consigliano di infilare piedi e scarpe in un calzettone di lana per muoversi sulle lastre di ghiaccio. Effettivamente funziona.
Purtoppo in questo momento noi siamo costantemente bersagliati dal rumore di fondo dei proprietari del negozio che sono presi da angoscia incontenibile per qualsiasi cosa succeda (cambiamenti climatici compresi). E, siccome nell'era delle previsioni meteorologiche soverchianti, le cose si sanno con certezza almeno una settimana prima che succedano, è una settimana esatta che ci fanno i marron glacée per il fatto che sarebbe arrivata la Gloria.
Arriva la Gloria! Arriva la Gloria!
"Ordinate la legna";
"avete ordinato la legna?";
"spostate i bancali";
"avete spostato i bancali?";
"comprate il sale";
"avete pronto il sale?";
"pulite i gradini";
"pulite il balcone";
"pulite il piazzale";
"avete pulito i gradini?";
"avete pulito il balcone?";
"avete pulito il piazzale?".
"Periremo di stenti fra atroci tormenti". (adesso esagero ...)
Credo che l'amica Gloria sarebbe molto più simpatica se arrivasse meno attesa.
mercoledì 14 novembre 2012
Quando fa buio
Ieri sera, verso le 17, sono andata dalla mia vicina di casa.
Una signora deliziosa. La prima persona conosciuta appena arrivati qui.
Mentre sudavamo sette camicie nel costruire la nostra casa, ci offriva bibite fresche e parole di conforto.
Ora è decisamente un punto di riferimento.
Se si candidasse sindaco non esiteremmo a votare per lei.
Anche lei viene dalla grande città. Si è trasferita qui più di 20 anni fa con il marito.
E' il mio riferimento anche per i lavori a maglia, all'uncinetto e il ricamo, di cui è super esperta.
Ieri mi ha regalato dei bottoni con i quali posso completare il gilet a maglia che sto finendo per mio marito (prossima pubblicazione di foto per i curiosi).
E le ho restituito delle riviste che mi aveva prestato come riferimento per il berrettino e le scarpine che ho fatto per il nascituro Tommaso (anche qui seguiranno foto).
Oltretutto è molto liberatorio parlare con lei delle incomprensioni numerose e sempre nuove con gli autoctoni. Almeno mi sfogo un po'...
Appena mi ha visto si è preoccupata maternamente:
"sei venuta in macchina?"
"no"
"A PIEDI????" - 5 minuti di sentiero (n.d.r.)
"stai attenta! hai il cellulare? oppure qualcosa che fa rumore? grida se hai bisogno quando ritorni a casa!!! Umberto (il marito), sai che è venuta a piedi da sola???".
In effetti quando fa buio scendono copiosi dai boschi sulle colline per cercare cibo, sono sempre un bel po' tutti insieme e imbattersi in loro non è piacevole..., ma io, intrepida, sfido la notte con la mia pila frontale in testa (anche se qualche corsettina, a volte, la faccio anch'io).
INDOVINATE CHI SONO????
mercoledì 24 ottobre 2012
Piantiamola
In ottobre si piantano le cose serie. Le piante di una certa importanza intendo.
Due anni fa abbiamo piantato 2 bignonie, 2 tigli, 2 salici, 2 peri, 2 meli, 2 susini, 3 ciliegi e 8 noccioli che si stanno comportando egregiamente (anche se i pochi frutti che fanno li lasciamo per il momento alle creature del bosco!).
In barba alle nostre cure che sono praticamente nulle.
Adesso ho piantato una rosa "Red Flame".
Una specie rampicante, pare molto vigorosa, che dovrebbe ricoprire lo sgabuzzino degli attrezzi che ora è una delle prime cose che si vedono arrivando alla casa.
E poi voglio fare un esperimento con la Veronica Hebe, per vedere se può essere una siepe che fa al caso nostro (sempreverde, contenuta, fioritura lunga).
Mi piace l'attesa e la scommessa che la pianta sarà in salute la prossima primavera (spero che la mia rosa diventi davvero come quella della foto...perchè per adesso si tratta di tre gambi spinosi in croce e due rachitiche fogliette).
Emanuele, a ragione, è invece impaziente di piantare qualcosa di commestibile, ma finchè non troviamo qualcuno che ci prepari il terreno a un prezzo ragionevole e finchè non avremo un recinto anticinghiali e caprioli, sarà difficile.
Magari in primavera?
venerdì 24 agosto 2012
Follie d'agosto/3
ATTO PRIMO
Entra in negozio un giovinastro del luogo: "mi dareste la sponsorizzazione per i coscritti di Parapiglia (luogo inventato da me ovviamente)?"
Io: "ehm..., devo chiedere a mio marito ... puoi ripassare in un altro momento?"
ATTO SECONDO
Premesso che "devo chiedere a mio marito/devo chiedere a mia moglie" sono frasi fatte che io e mio marito, appunto, abbiamo concordato per prendere tempo in momenti di difficoltà - con fornitori molesti per esempio, o con clienti inopportuni; il dialogo seguente si svolge così:
moglie "ma .... cosa diavolo saranno i coscritti?!?"
marito "forse una specie di ritrovo di partigiani?"
moglie "in negozio a battere cassa però è venuto un giovinastro... avrà avuto si e no 18 anni"
marito "tu comunque non sganciare neanche 1 euro, mi raccomando"
ATTO TERZO
Giovinastro: "avete deciso se sponsorizzare i coscritti di Parapiglia oppure no?".
Io: "scusa la domanda, ma cosa sono i coscritti?".
Giovinastro (con la parlata alla "Scialla", ovviamente): "eh, cioè, una festa dove si festeggiano, cioè, no, bellalì, tutti quelli che compiono diciottanni, però che se anche hai un'altra età puoi partecipare, cioè, no...".
Io: "vanno bene 50 euro?".
Morale: in realtà questo stesso dialogo è avvenuto 3 estati fa, quando avevamo appena aperto il negozio, iniziato un lavoro di cui non sapevamo un accidente, in un posto a noi sconosciuto, in mezzo a mille difficoltà, con i proprietari che ci insultavano tutti i giorni (dichiarando invece che ci stavano aiutando) e i clienti che venivano a trovarci per vedere se eravamo omini verdi con le antenne o proprio degli stupidi cittadini che avevano fatto la più grande ca**ata della loro vita.
Io poi continuo a commuovermi per i giovinastri che compiono 18 anni in questo posto, poveretti, e continuo a sganciare gli euri ancora adesso (decisamente contro il parere del marì)
Entra in negozio un giovinastro del luogo: "mi dareste la sponsorizzazione per i coscritti di Parapiglia (luogo inventato da me ovviamente)?"
Io: "ehm..., devo chiedere a mio marito ... puoi ripassare in un altro momento?"
ATTO SECONDO
Premesso che "devo chiedere a mio marito/devo chiedere a mia moglie" sono frasi fatte che io e mio marito, appunto, abbiamo concordato per prendere tempo in momenti di difficoltà - con fornitori molesti per esempio, o con clienti inopportuni; il dialogo seguente si svolge così:
moglie "ma .... cosa diavolo saranno i coscritti?!?"
marito "forse una specie di ritrovo di partigiani?"
moglie "in negozio a battere cassa però è venuto un giovinastro... avrà avuto si e no 18 anni"
marito "tu comunque non sganciare neanche 1 euro, mi raccomando"
ATTO TERZO
Giovinastro: "avete deciso se sponsorizzare i coscritti di Parapiglia oppure no?".
Io: "scusa la domanda, ma cosa sono i coscritti?".
Giovinastro (con la parlata alla "Scialla", ovviamente): "eh, cioè, una festa dove si festeggiano, cioè, no, bellalì, tutti quelli che compiono diciottanni, però che se anche hai un'altra età puoi partecipare, cioè, no...".
Io: "vanno bene 50 euro?".
Morale: in realtà questo stesso dialogo è avvenuto 3 estati fa, quando avevamo appena aperto il negozio, iniziato un lavoro di cui non sapevamo un accidente, in un posto a noi sconosciuto, in mezzo a mille difficoltà, con i proprietari che ci insultavano tutti i giorni (dichiarando invece che ci stavano aiutando) e i clienti che venivano a trovarci per vedere se eravamo omini verdi con le antenne o proprio degli stupidi cittadini che avevano fatto la più grande ca**ata della loro vita.
Io poi continuo a commuovermi per i giovinastri che compiono 18 anni in questo posto, poveretti, e continuo a sganciare gli euri ancora adesso (decisamente contro il parere del marì)
sabato 28 luglio 2012
Capreolus capreolus
Oggi invece abbiamo assistito a questo.
In pieno campo, sotto il sole e senza ritegno alcuno.
Ma vi pare possibile?
Ogni tanto però sono contenta di vivere direttamente in un documentario naturalistico!!!
venerdì 20 gennaio 2012
Madeleines
Per un certo periodo il pranzo del sabato nella mia casa avita della grande città è stato dedicato a nonne e zii "agé".
Diciamo che, finchè son durati nonne e zii, solo imponenti cataclismi avrebbero potuto indurre mia madre a mancare questo appuntamento.
D'altronde le solide tradizioni conservatrici aiutano a preservare dagli sbalzi d'umore.
Erano sabati tutti identici: nonna Luisa arrivava alle 8 del mattino spaccate e la prima cosa che faceva era fare il ragù, poi, generalmente, aiutava la mamma a fare le faccende di casa. Lavava e riordinava sempre i nostri maglioni di lana.
Ancora ricordo la sensazione del risveglio (ero un po' grandicella, lo ammetto, facevo già l'università e il sabato si dormiva) fra i fumi del soffritto sfrigolante bagnato con la salsa di pomodoro.
Gli altri arrivavano intorno alle 12.30 per il pranzo che si celebrava alle 13 in punto.
La nonna Giuseppina portava in dono i fantastici dolcetti di Panarello: indimenticabili frolle per le quali ho sempre avuto una venerazione incondizionata.
Qualche giorno fa, avendo tempo per sperimentare, sono partita alla ricerca di quel sapore, profumo e consistenza...
Devo dire che il "la" me l'ha dato un programma televisivo di cucina (uno delle migliaia esistenti) che seguo volentieri (e posso seguire perchè è su La7-D e non sulle varie TV a pagamento che non ci possiamo, nè vogliamo permettere): "cuochi e fiamme".
Ma la ricetta giusta me l'hanno data le straordinarie Sorelle Simili (nel senso del loro cognome, non che siano gemelle) il cui libro "Pane e roba dolce" ci ha sostenuto nei nostri primi passi da panettieri:
SUPERFROLLA - tecnica con burro morbido
(solo per biscotti molto delicati, non sopporta alcun peso perché troppo friabile, per cui non usatela per crostate)
250 gr farina 00 da dolci
100 gr zucchero a velo setacciato
150 gr burro a temperatura ambiente
3 tuorli d'uovo sodi passati al setaccio
un pizzico di sale
Bon appetit!
domenica 20 novembre 2011
Redistribution or revolution
Il negozio è un luogo che stimola i comizi.
I migliori (che più incontrano il mio gusto) sono quelli del Gianni, detto Valpreda.
In paese, in questi paesi, si sa, ognuno ha un soprannome che lo caratterizza "nell'intimo". Spesso non piace alla persona perchè punge sempre sul vivo (come a Gianni non piace il suo).
Non so esattamente perchè gli abbiano assegnato l'etichetta di anarchico, ma immagino che in qualche modo sia inerente alle sue passioni politiche giovanili.
Oggi, domenica, eravamo solo lui e io in negozio, ma aveva voglia di pontificare ed è stato, come sempre, un piacere ascoltarlo.
Ce l'aveva con l'ulteriore aumento dell'IVA, con chi non vuole una tassa patrimoniale e con chi rivoterebbe il signor B. (in paese devono essere in molti).
Il Gianni mi ha trovato già "carica", perchè avevo appena letto il commento di Saviano alla protesta di Zuccotti Park e, sì, devo ammetterlo, ho versato qualche lacrima, mi sono commossa.
In più ho visto la foto di una "mia" ex Coccinella (ebbene sì, in gioventù, guidavo piccoli Boy Scout), che ora abita a New York, che con la sua bambina di pochi mesi si trovava là, insieme a Saviano.
Da qui sembra tutto davvero davvero molto lontano. Mi spiace soprattutto non poter essere nel vivo delle rivoluzioni che sono in corso. Però "esserci" equivale anche a un impegno quotidiano che non è riportabile o quantificabile dai media.
"Esserci" è la nostra piccola filosofia di vita (sobrietà, riuso, curiosità, critica costruttiva, manualità,...ecc. ecc.) che impegna giorno dopo giorno.
giovedì 3 novembre 2011
Perchè ce l'hanno tutti con me?
Insieme alle fatiche psicologiche che l'avvicinarsi dell'inverno porta con sè (ebbene sì, sono metereopatica), inevitabilmente sorgono numerose le considerazioni sulla razza umana sviluppate nel mio personale osservatorio dietro il bancone.
In particolare in questi giorni sono stata investita da ondate emozionali, simili nella portata e nelle caratteristiche, che identifico come RISENTIMENTO.
Da qui sembra proprio che il mio piccolo mondo ne sia pieno. Diversi clienti che si affacciano alla nostra porta esprimono le loro opinioni con un astio e una rabbia che ricondurrei a questo particolare sentimento.
Su Wikipedia ho trovato una bellissima definizione/spiegazione della cosa: "il risentimento (o rancore) è un'emozione data da un misto di rabbia e desiderio di rivalsa, protratto nel tempo, che si prova come conseguenza di un torto subito, sia esso reale o immaginario".
E sul perchè questa emozione abbia un peso soprattutto sociale: "il risentimento riguarda simultaneamente le strutture e le relazioni nelle quali le persone sono ingaggiate. Nella società contemporanea l’eguaglianza proclamata sul piano dei valori contrasta con le disuguaglianze sul piano delle differenze di potere e di accesso alle risorse materiali. Questo divario genera una tensione sempre maggiore tra desideri egualitari, tra loro fittamente concorrenziali, e le disuguaglianze sociali strutturali crescenti. Gli attori sociali hanno ampie possibilità di scelta, ma sono tendenzialmente incapaci di promuovere le condizioni di uguaglianza di opportunità che sono necessarie alla loro concreta realizzazione. Un desiderio sempre più ambizioso e mimetico si scontra con una realtà competitiva e selettiva. Una conseguenza, è la diffusione del risentimento nella vita quotidiana".
Bellissimo.
Quando si ha una parola o un concetto chiaro in mente, vagare per il web è davvero un'esperienza emozionante. C'è di tutto e di più in rete.
Alla ricerca della definizione più consona alla mia esperienza di questi giorni sul risentimento ho trovato persino un esercizio per liberarsene (qui).
Provare per credere!!!!
In particolare in questi giorni sono stata investita da ondate emozionali, simili nella portata e nelle caratteristiche, che identifico come RISENTIMENTO.
Da qui sembra proprio che il mio piccolo mondo ne sia pieno. Diversi clienti che si affacciano alla nostra porta esprimono le loro opinioni con un astio e una rabbia che ricondurrei a questo particolare sentimento.
Su Wikipedia ho trovato una bellissima definizione/spiegazione della cosa: "il risentimento (o rancore) è un'emozione data da un misto di rabbia e desiderio di rivalsa, protratto nel tempo, che si prova come conseguenza di un torto subito, sia esso reale o immaginario".
E sul perchè questa emozione abbia un peso soprattutto sociale: "il risentimento riguarda simultaneamente le strutture e le relazioni nelle quali le persone sono ingaggiate. Nella società contemporanea l’eguaglianza proclamata sul piano dei valori contrasta con le disuguaglianze sul piano delle differenze di potere e di accesso alle risorse materiali. Questo divario genera una tensione sempre maggiore tra desideri egualitari, tra loro fittamente concorrenziali, e le disuguaglianze sociali strutturali crescenti. Gli attori sociali hanno ampie possibilità di scelta, ma sono tendenzialmente incapaci di promuovere le condizioni di uguaglianza di opportunità che sono necessarie alla loro concreta realizzazione. Un desiderio sempre più ambizioso e mimetico si scontra con una realtà competitiva e selettiva. Una conseguenza, è la diffusione del risentimento nella vita quotidiana".
Bellissimo.
Quando si ha una parola o un concetto chiaro in mente, vagare per il web è davvero un'esperienza emozionante. C'è di tutto e di più in rete.
Alla ricerca della definizione più consona alla mia esperienza di questi giorni sul risentimento ho trovato persino un esercizio per liberarsene (qui).
Provare per credere!!!!
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