Video di una bella esperienza.
Guardarlo non fa male.
Non approvo i solipsismo della scelta se non per il concetto: "...non è che faccio l'eremita, è che mi faccio i cazzi miei alla grande...".
Per il resto provo solo una leggera invidia per quello che non ho ancora.
E mi sembra che mi ci voglia ancora un sacco di lavoro per arrivare lì...
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mercoledì 28 marzo 2012
lunedì 26 settembre 2011
Andare a ritroso nella favola dei tre porcellini.
Vi ricordate di Timmy, Tommy e Jimmy che, in un accesso di solipsismo, si costruivano una casa ognun per sè? Poi il lupo arrivava e si faceva un baffo della capanna di paglia, una risata su quella di legno e, invece, rosicava per quella di mattoni?
Ecco.
Io voglio, fortissimamente voglio costrurmi una casa di paglia.
Invece arrivo dalla grande città dove ho sempre vissuto in un appartamento di mattoni e cemento e qui mi sono costruita una casa di legno.
E' molto bello autocostruirsi la casa. E' una bella fatica fisica dal significato fortemente simbolico.
Ma la vorrei tanto di paglia...
Magari mi sto intestardendo inutilmente su qualche cosa che ora non è strettamente indispensabile (abbiamo già la casa di legno e in più l'appartamento annesso al negozio/forno), ma è forse più un "intorno" che mi manca: un progetto corale di sostenibilità e fusione con la natura e il paesaggio di qui, un movimento di pensieri e azioni (ah, il famigerato ecovillaggio!!!).
Intanto mi consolo nel web leggendo di alcune belle inziative italiane in sintonia con questi miei pensieri sparsi.
A Pescomaggiore, per esempio, un bel borgo abbandonato vicino l'Aquila, danneggiato dallo scorso terremoto, un gruppo di volonterosi abitanti sta "rivitalizzando" il territorio con diverse azioni.
Case in balle di paglia comprese.
Ecco.
Io voglio, fortissimamente voglio costrurmi una casa di paglia.
Invece arrivo dalla grande città dove ho sempre vissuto in un appartamento di mattoni e cemento e qui mi sono costruita una casa di legno.
E' molto bello autocostruirsi la casa. E' una bella fatica fisica dal significato fortemente simbolico.
Ma la vorrei tanto di paglia...
Magari mi sto intestardendo inutilmente su qualche cosa che ora non è strettamente indispensabile (abbiamo già la casa di legno e in più l'appartamento annesso al negozio/forno), ma è forse più un "intorno" che mi manca: un progetto corale di sostenibilità e fusione con la natura e il paesaggio di qui, un movimento di pensieri e azioni (ah, il famigerato ecovillaggio!!!).
Intanto mi consolo nel web leggendo di alcune belle inziative italiane in sintonia con questi miei pensieri sparsi.
A Pescomaggiore, per esempio, un bel borgo abbandonato vicino l'Aquila, danneggiato dallo scorso terremoto, un gruppo di volonterosi abitanti sta "rivitalizzando" il territorio con diverse azioni.
Case in balle di paglia comprese.
mercoledì 14 settembre 2011
Ecovillaggio o egovillaggio?
Abbiamo coinvolto una decina di persone variamente interessate alla cosa e tutte (più o meno) residenti nella zona.
All'appuntamento si è presentato solo Marco ed è stata una serata meravigliosa.
Nel tiepido tramonto dell'ennesima bella giornata che ci sta regalando questo strano settembre, ci siamo seduti intorno al tavolo sotto il portico della nostra piccola casa di legno con un bicchiere di vino (e le tre torte salate che avevo preparato per dieci persone) e ci siamo lasciati andare ai nostri sogni.
Era molto tempo che non discutevo così profondamente con qualcuno che non fosse mio marito di progetti per il futuro.
Gli argomenti si sono mischiati e dipanati con naturalezza: microeconomia, mutualità, autosussistenza, decrescita felice, vita in comune, visione comune, genius loci....
Intanto dalla collina di fronte spuntava una tonda enorme luna piena e le lanterne di carta erano più che sufficienti a combattere con noi la notte che avanzava.
Le parole sono importanti, ma di questi tempi vengono davvero svalutate da un uso eccessivo e inappropriato.
Deep walking (camminata consapevole), ecovillaggio, cohousing, costellazioni familiari, ecopsicologia .... per citare solo alcuni di quei termini che ci hanno fatto ridere di più nel corso della serata.
Eppure non è difficile capire e capirsi quando si scoprono esperienze comuni anche fatte in tempi differenti.
Non so come andrà a finire questa storia, non so se riusciremo davvero a costruire qualcosa insieme, ma spero che i nostri passi leggeri ci portino dove desideriamo. Nonostante tutto.
"Più lenti, più dolci, più profondi" (A. Langer)
domenica 28 agosto 2011
Credi nei folletti? Il mito dell'ecovillaggio.
Tra qualche giorno ci troveremo insieme a qualche amico della zona (perlopiù persone fuggite dalla città) per discutere sulla possibilità di dare vita a un "ecovillaggio".
Devo dire che sono un po' agitata per questo incontro.
Primo perchè il termine ECOVILLAGGIO (il suo significato) è stato un po' troppo mitizzato ultimamente, secondo perchè il gruppo di "scoppiati" che siamo (definizione non mia) non promette bene quanto a "comunicazione ecologica".
Vedremo.
Intanto continiuamo a sperare in un mondo migliore...
Devo dire che sono un po' agitata per questo incontro.
Primo perchè il termine ECOVILLAGGIO (il suo significato) è stato un po' troppo mitizzato ultimamente, secondo perchè il gruppo di "scoppiati" che siamo (definizione non mia) non promette bene quanto a "comunicazione ecologica".
Vedremo.
Intanto continiuamo a sperare in un mondo migliore...
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