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venerdì 10 agosto 2012

Follie di ferragosto/2

"Le torte salate sono cose più da cittadini. Noi quei pasticci li' non li mangiamo."

giovedì 7 giugno 2012

Dell'arte della negoziazione. [AVVERTENZA: post depresso]




Stiamo uscendo (speriamo) da un periodo piuttosto periglioso.
In effetti si cerca un altro lavoro. In un momento in cui non è semplicissimo trovarne uno.
Un negozietto sperduto sui monti, anche per noi che abbiamo zero pretese, è al limite della sopravvivenza, purtroppo.
Per giunta la cosa che più mi fa andare in bestia è che non riusciamo a fare niente altro che questo.
Dov'è il mio orto?
Dove sono i miei gatti, cani, galline, asini?
Dov'è il tetto della mia casa?
La compostiera?

La fine del tunnel (forse) la vediamo dopo un'estenuante trattativa con i proprietari del negozio per un abbassamento dell'attuale affitto.
Forse ce l'abbiamo fatta.
Forse un giorno, fra una decina d'anni, ricorderò questo "balletto" mefitico con una nota più ironica.
Adesso mi viene solo da vomitare.

Magari voi siete esperti negoziatori e trattare sul prezzo lo trovate divertente.
Io, purtroppo, preferirei morire di fame piuttosto che trattare sul prezzo di qualsiasi cosa.
Per fortuna mio marito è fatto di un'altra pasta ed è un esperto della tecnica "della goccia cinese" (cioè quella pratica sfrantumapalle per cui "chi la dura la vince"). Meno male.
Eppoi quassù chi tratta, generalmente, è il maschio della specie. La donna in casa a stirare le camicie (quando le va bene).
Così probabilmente avremo il tanto agognato ribasso.
Il motivo vero non è che ci vogliono bene e quindi ci vengono incontro; è che i proprietari sono talmente condizionati da "quello che dice la gente"  che la chiusura di questo negozio provocherebbe un'immediata perdita del loro "prestigio" (è un contesto in cui sarebbe più corretto parlare di "rango e privilegio" come li descrive Arnold Mindell, oppure in sintesi Lucilla Borio).

Intanto, alla faccia dell'impatto ambientale, ci è toccato prendere un altro mezzo (d'epoca, così paghiamo meno di bollo e assicurazione). Cosa che ci consente di lavorare qui e vivere da un'altra parte (cioè nella nostra casetta, nel nostro terreno, possedendo tutti gli animali che vogliamo).

La nostra salute mentale ringrazia.


mercoledì 28 marzo 2012

Beati voi. Post pasquale e comunista.

 



"Ah! Beati voi che vivete in campagna! Che pace! Che serenità! Tutti altri ritmi rispetto alla città!"
Quante volte avete detto o, nel peggiore dei casi come noi, vi siete sentiti dire questa frase?

A dire il vero, prima di venire a vivere qui, ne avevo il vago sospetto; ma con l'apertura della panetteria si è confermato in terribile realtà che da queste parti:
- si lavora dall'alba al tramonto senza interruzioni;
- alla peggio, se per caso ti capita che non hai un occupazione nel momento in cui qualcuno ti osserva devi darti malato (molto malato);
- impossibile dichiarare di essere in ferie, ma, se per caso tutti sanno che lo sei (in ferie), puoi scegliere tra queste opzioni di risposta: "sono in ferie, ma sono le prime che mi prendo da 7 anni a questa parte", "sono in ferie perchè devo potare a mano da solo i miei 25 ettari di rosa canina/ristrutturare il bagno fai da te/recintare il maneggio con le mie sole braccia/smielare le mie 200 arnie (non so se si dice così ma i miei lettori apicoltori, mi correggeranno)/seminare la valle di cazzate;
- delle pause si hanno alle feste comandate, ma per quanto ci riguarda, cadiamo svenuti tutte le volte, perchè il lavoro è sempre il doppio di quello che siamo abituati a reggere;
- non si chiude MAI.

Ammetto che questo elenco tradisce un po' di stress e, a onor del vero, mi evevano avvertito che se apri un blog devi impegnarti a postare i tuoi pensieri con una certa costanza, ma volevo dare una risposta immediata a quella affezionata lettrice che oggi così mi ha scritto:
 "FATE QUALCOSA!!!!
NON PUO' ESSERCI L'ULTIMO POST IL 5 FEBBRAIO!!!!
CHE LA PANETTIERA SOPRAVVIVA AL PANETTIERE E AL PANIFICIO E AI PANETTONI (QUELLI DEI PARCHEGGI)!

FUNS CLUB VIA DEGLI ASTRI (SEGUONO 513 FIRME)".

Qualcosa è cambiato da queste parti... e non so se la panettiera sopravviverà al surplus lavorativo (e tantomeno il panettiere), ma una cosa è certa: VENCEREMOS!!!!!!

HASTA LA VICTORIA!!!