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sabato 3 agosto 2013

"Che mi importa del mondo, se tu sei qui con meeeeee"


Ultimamente a "techetechete'", bellissimo programma estivo su Rai 1, vedo spesso la Rita Pavone degli anni 60.
Bellissima.
Fossi nata un po' prima, sarei stata sicuramente una sua fan.

Vabbe'.

Per dire che ultimamente la Panettiera ha un po' di pensierini.....
Forse cambierò blog...

Però ho scovato un nuovo esercizio ossessivo - compulsivo che mi da un po' di sollievo: raccolgo semi di tagete e calendula.

Il tagete da più soddisfazione. I suoi semi sono come minuscoli piumini con la punta nera che bisogna estrarre dalla corolla dei fiori ormai secchi con un gesto gentile, ma deciso.
In una seduta di terapia dei semi ne raccolgo manciate e manciate.
Quando si dice che la natura da mille volte quello che riceve!

La calendula e' più ostinata: ha semi a forma di virgola legnosa e molto piccoli.

Così mi fermo per interi quarti d'ora accovacciata sui vasi dei miei fiori a gioire di tutto questo ben di Dio.  Mio marito obietterebbe che "non si mangia" e quindi non vale la pena, ma io sogno chilometri di bordure aranciogialline che spunteranno accanto al mio immenso orto sinergico la prossima primavera.

Cosa si può volere di più?
Forse una casa in balle di paglia vicino alle bordure e all'immenso orto?

Mah! Ai posteri....


domenica 2 giugno 2013

Grow, damn it

 I nostri primi fagioliniiiiii .....


martedì 14 maggio 2013

Tadaaaaaaaa!!!

Le rose rampicanti paiono rigogliose (a dispetto di afidi e formiche) e quel bocciolo promette bene...


I rametti di salice sono a bagno per radicare (speriamo che lo facciano) e fare da sostegno a sculture vive e palizzate qui e la'. Intanto i lamponi osservano dall'alto.


E, ultimo ma non ultimo, al di la' di quel cancello riposa ... Indovinate cosa!



(e' vietato rispondere "la merda rosa")



lunedì 26 settembre 2011

Andare a ritroso nella favola dei tre porcellini.

Vi ricordate di Timmy, Tommy e Jimmy che, in un accesso di solipsismo, si costruivano una casa ognun per sè? Poi il lupo arrivava e si faceva un baffo della capanna di paglia, una risata su quella di legno e, invece, rosicava per quella di mattoni?
Ecco.
Io voglio, fortissimamente voglio costrurmi una casa di paglia.
Invece arrivo dalla grande città dove ho sempre vissuto in un appartamento di mattoni e cemento e qui mi sono costruita una casa di legno.
E' molto bello autocostruirsi la casa. E' una bella fatica fisica dal significato fortemente simbolico.
Ma la vorrei tanto di paglia...
Magari mi sto intestardendo inutilmente su qualche cosa che ora non è strettamente  indispensabile (abbiamo già la casa di legno e in più l'appartamento annesso al negozio/forno), ma è forse più un "intorno" che mi manca: un progetto corale di sostenibilità e fusione con la natura e il paesaggio di qui, un movimento di pensieri e azioni (ah, il famigerato ecovillaggio!!!).
Intanto mi consolo nel web leggendo di alcune belle inziative italiane in sintonia con questi miei pensieri sparsi.
A Pescomaggiore, per esempio, un bel borgo abbandonato vicino l'Aquila, danneggiato dallo scorso terremoto, un gruppo di volonterosi abitanti sta "rivitalizzando" il territorio con diverse azioni.
Case in balle di paglia comprese.